lunedì, Maggio 27, 2024

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L’ombra de vin: modi di dire veneti

Questo articolo è stato scritto a quattro mani, col gentile e prezioso contributo di Fabiola Rizzi.

‘Ndemo a bevare un’ombra de vin

wine_celebration_wedding_alcohol_glass_beverages_benefit_from_wine_glass-795989Noi veneti utilizziamo questa frase tipica per invitare un amico o un’amica a bere un bicchiere di vino in compagnia: “Andiamo a bere un’ombra de vin”, magari in un’osteria. Lo sappiamo bene: il vino bevuto insieme acquista un sapore diverso, rappresenta l’amicizia sincera e vera.
Ma qual è l’origine di questa espressione, che viene usata ancora oggi e che è conosciuta in tutta Italia?

Dobbiamo tornare indietro di qualche secolo, ai tempi leggendari della Serenissima Repubblica e sederci in piazza San Marco a Venezia per trovare il suo significato originale. Vedremmo i mercanti dell’epoca trattare animatamente i loro affari e li seguiremmo con lo sguardo mentre vanno a bere un bicchiere di vino per festeggiare il loro accordo definitivo appena sancito. All’epoca il vino veniva servito da venditori ambulanti e, stando in piazza per qualche ora, avremmo notato come questi, affinché la bevanda mantenesse le sue caratteristiche e la freschezza, seguissero l’andamento dell’ombra del campanile con la loro bancarella, spostandosi in sincrono con essa.

Un’altra leggenda narra che le osterie (bacari) nei pressi del campanile, sempre per mantenere integra la freschezza del vino e permettere ai clienti di sorseggiarlo con calma e al riparo dal sole, muovessero i tavolini fuori dei locali a mano a mano che l’ombra si spostava.

Secondo un altro punto di vista, più storico e documentale, la genesi di questa espressione è collegata alle malattie che si erano abbattute sui vigneti europei e che nella seconda metà dell’ottocento colpirono anche quelli veneti, distruggendoli. I vini fino ad allora prodotti dai vitigni veneti erano bianchi e, se messi nel bicchiere di solito rotondo e a gambo lungo, non producevano praticamente ombra sul tavolo. Dopo le malattie, i vitigni originari furono in gran parte sostituiti con quelli pugliesi, più robusti. Da questi si ottenevano vini rossi, densi e corposi che, se messi nel bicchiere, formavano sul tavolo un’ombra netta e ben definita. Da qui l’usanza di chiedere del vino con l’espressione “Dame un’ombra”.

Quale che sia l’origine storica esatta del termine (noi preferiamo la prima storia, che è quella che ci raccontano per tradizione sin da quando eravamo bambini), ciò che conta è che ancor oggi tale consuetudine è diffusa, fa parte indiscussa della cultura veneziana e veneta. Perciò, se vi capita di passare dal Veneto, vi invito, quando vi trovate davanti a una delle sue tipiche osterie, a fermarvi e ad entrare per chiedere “un’ombra de vin”. Assaporerete la tipica atmosfera che vi si respira e vi concederete una breve e simpatica pausa distensiva.

 

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