Cos’è la grammatica valenziale?

 

GRAMMATICA VALENZIALE: che cos’è?

La teoria linguistica della grammatica valenziale, conosciuta anche come teoria della grammatica della dipendenza, è stata ideata ed elaborata dal linguista francese Lucien Tesnière (1893-1954) nel suo «Éléments de syntaxe structurale», pubblicato postumo nel 1959. In Italia è stata particolarmente approfondita e perfezionata dagli italianisti Vittorio Coletti, Cristiana De Santis, Elisabetta Jezek, Maria G. Lo Duca, Michele Prandi e Francesco Sabatini.

La teoria linguistica della grammatica valenziale si caratterizza per un modello di analisi della struttura della frase particolarmente innovativo e, soprattutto, alternativo all’analisi logica tradizionale. In quest’ultima, la frase è un insieme di parole (disposte secondo una certa sequenza) che si analizza andando alla ricerca del soggetto, del verbo e dei complementi. Si basa dunque sulle funzioni sintattiche principali ed è uno schema sostanzialmente statico. Una volta individuati il soggetto, il verbo e i complementi, l’analisi logica tradizionale ha esaurito il suo scopo e termina lì: non approfondisce le relazioni tra tutte le dimensioni che ogni costrutto possiede, dimensioni che lo fondano e gli danno vita, senso e completezza.

Nella grammatica valenziale, gli aspetti di semantica, cioè di significato delle parti della frase in relazione al verbo e in sé, sono importantissimi. Una frase non è solo un insieme di parole messe in riga in una forma grammaticalmente corretta ma una struttura sintatticamente accurata che si costruisce precisa grazie ad un processo mentale e linguistico che attraverso quella struttura esprime compiutamente e con chiarezza tutto ciò che la persona ha da dire.

Nel modello valenziale il verbo è al centro di questo processo di formazione e lo dirige. È il verbo che origina la frase, le dà senso e la compone perché incorpora un insieme di informazioni (persona, numero, tempo e modo per citare le principali) che determinano quali e quante altre parti (gli attanti secondo Tesnière, gli argomenti secondo il professor Sabatini) sono necessarie per trasmettere tutto il pensiero, tutta l’idea, il concetto o il fatto che la frase vuol significare o raccontare.

atom-1472657_960_720.pngNella grammatica valenziale, tutte le dimensioni degli elementi linguistici sono importanti e tutti vengono analizzati. Nel suo modello Tesnière ha ben presente i due ordini della frase e della lingua: quello lineare, che si osserva nella comunicazione, nel fluire delle parole e nella loro testualità, e quello strutturale, che è nascosto e, quindi, da scoprire e che ha che fare con l’espressività, ovvero con il significato e il messaggio della frase e con il suo stile, la sua forma, la sua bellezza. Ogni forma rivela una sostanza che è incorporata all’elemento linguistico. Capire una frase (e, più in generale, la lingua che parliamo) significa, nella grammatica valenziale, passare dall’ordine lineare a una visione della frase nel suo ordine strutturale.

Che cos’è la valenza

Soffermiamoci ora sulla parola chiave della teoria valenziale: «valenza». Valenza è un termine ripreso dal linguaggio della chimica, nel quale viene usato per indicare la proprietà di un elemento di legare a sé un certo numero di altri elementi fino a formare un nucleo. È applicato in questa teoria al verbo, che, abbiamo appena visto, è il centro di tutta la frase e ciò da cui tutto parte. La valenza del verbo è la sua capacità di attrarre un certo numero di elementi linguistici in modo da formare, grazie alle connessioni tra parole, una frase minima di senso compiuto.

Sono frasi minime per es. “Matilde dorme”, “Matilde legge un libro”, “Matilde traduce un libro dall’inglese all’italiano”. Ognuna richiede, a seconda del verbo impiegato, un diverso numero di elementi per soddisfare il requisito del senso compiuto. Sulla base di quanti elementi semantici occorrono per completare la frase, ovvero di quanti «attanti» o «argomenti» il verbo individua e attrae a sé, in altre parole, sulla base della sua valenza, possiamo definire e riconoscere cinque classi principali di verbi:

  • Zerovalenti o a zero posti (ad es. piove, nevica);
  • Monovalenti o a un posto, quando attraggono a sé un solo elemento per formare una frase di senso compiuto (ad esempio, Cristina dorme);
  • Bivalenti o a due posti, quando attraggono a sé due elementi (ad esempio, Cristina legge un racconto);
  • Trivalenti o a tre posti, quando attraggono a sé tre elementi (ad esempio, Cristina scrive una lettera a Maria)
  • Tetravalenti o a quattro posti, quando attraggono a sé quattro elementi (ad esempio, Cristina traduce un brano dall’inglese all’italiano).

In concreto, quindi, come si costruisce la frase secondo la valenza e il processo che genera? Lo vedremo presto nel prossimo post sulla grammatica valenziale. 😉

6 pensieri riguardo “Cos’è la grammatica valenziale?

  • Settembre 25, 2018 in 8:20 pm
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    Interessante, quindi VALENZALE…nasce anche essa stessa come parola?!?

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  • Settembre 26, 2018 in 10:22 pm
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    Scusa…..VALENZIALE!!!

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  • Luglio 8, 2022 in 1:52 pm
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    Buon pomeriggio,
    sto scrivendo una testi sulla grammatica valenziale, in particolare vorrei analizzare i testi scolastici che tra il 20120 e il 2022 hanno proposto questo modello.
    Ho trovato ben otto libri. Vorrei chiederti se prima del 2018 qualche casa editrice ha proposto questo modello.
    Grazie per l’attenzione

    Olimpia

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    • Luglio 9, 2022 in 7:27 pm
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      Buon pomeriggio, Olimpia, e benvenuta nel blog. Ti faccio i miei complimenti per la scelta della tesi, brava! Allora, per quanto concerne la tua domanda, posso riportarti la mia esperienza: per la grammatica valenziale amo consultare il testo del professor Sabatini, Carmela Camodeca e Cristiana De Santis, Sistema e testo, la cui prima pubblicazione risale al 2011. Spero di esserti stata d’aiuto! Un abbraccio e in bocca al lupo per la tesi.
      Federica

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