mercoledì, Aprile 17, 2024
Adotta una parola

Adotta una parola: misofonia

Il vostro vicino di tavolo mangia a bocca aperta e mastica producendo rumori assai sgradevoli. Se, invece di fargli notare di tenere gentilmente un comportamento più sobrio ed educato, vi assalgono disgusto e rabbia, soffrite di misofonia.

on_sait_pourquoi_vous_d__testez_les_gens_qui_m__chent_bruyamment_515La misofonia, dal greco misos, «odio, estrema avversione», e phonè, «suono», è una forte intolleranza verso determinati rumori, che sono percepiti come fastidiosi e, a volte, anche pericolosi. La misofonia insorge spesso a causa di suoni legati ad atti e gesti compiuti da persone soprattutto mentre si alimentano, come la masticazione oppure lo strisciare di lame di coltelli e  punte di forchette nel piatto, per citare un paio di esempi. Siete misofonici anche se vi urta il gesso che stride sulla lavagna, il tergicristalli nella sua corsa, la suoneria di un cellulare o il rumore della sua tastiera, il ticchettio di un orologio o una sveglia (i cosiddetti suoni ambientali), un bambino che piange a dirotto inconsolabile. Siete misofonici infine anche se i suoni degli animali, sia domestici sia selvatici, vi infastidiscono o terrorizzano.

Una delle principali cause di misofonia è un’esperienza negativa avvenuta in età infantile relativa a un certo suono e che ha influito a livello neurologico.

Perché adottare questa parola? Perché la misofonia è un disturbo poco conosciuto, che è stato classificato solo una ventina di anni fa. Conoscerlo aiuta a capire chi ne soffre e a comportarsi di conseguenza.

4 pensieri riguardo “Adotta una parola: misofonia

  • Giuseppe Sabino

    Un termine che non conoscevo!!! Grazie , sei stata esaudiente, come sempre!!

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    • Sì, è molto particolare!! Sono tante le persone misofoniche (un po’ anch’io… soprattutto in certi casi!).
      Lieta di avertelo fatto scoprire.

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    • Giovanni

      Forse avrebbe voluto scrivere ‘esaudente’? o ‘esauriente’?

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      • Buonasera, Giovanni!
        Si tratta di un modo scherzoso e simpatico per dire che esaudisco sempre in maniera esauriente i desideri circa le questioni e i dubbi grammaticali. Giuseppe è un mio lettore affezionato e attento, appassionato della nostra meravigliosa lingua italiana. Segue il blog quasi dall’inizio e molto spesso mi pone domande su quanto scrivo o su parole o espressioni che ha letto o sentito.
        Non si tratta di un errore di chi ha commentato, quindi, ma di un termine creato unendo quelli che lei cita (esaudente ed esauriente) non con l’intenzione di farne un neologismo ma col desiderio di comunicare, con sinergia, entusiasmo e partecipazione e di complimentarsi con sincerità con me per il post.

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