mercoledì, Aprile 17, 2024
Adotta una parola

Sagittabondo: adotta una parola

 

Tra i bei termini della lingua italiana che non si usano più ma che andrebbero riscoperti ce ne sono diversi diventati decisamente vintage. Si tratta di parole che, causa l’evoluzione della lingua e la sua tendenza a introdurre neologismi (e, diciamolo, pure parecchi anglismi di troppo), sono finite nel dimenticatoio. Eppure conservano intatti tutto il loro significato e il loro fascino. Poiché nulla vieta di rispolverarle dal fondo del cassetto in cui erano state relegate, è bello tornare a utilizzarle, con gusto e fantasia.

Oggi vi propongo di adottare il termine “sagittabondo”.

Sagittabondo: etimologia e significato

Cuore colpito da un dardo d'amoreL’etimologia del termine è incerta. Deriva sicuramente dal latino sagitta, che significa freccia, dardo, fulmine e, in senso poetico, raggio di sole, come ci dice Ottorino Pianigiani nel suo Dizionario etimologico. Il suffisso -bondo, ci ricorda sempre Pianigiani, è la forma nominale del participio del verbo essere derivato da una radice indoeuropea.

Sagittabondo, letteralmente, significa “che è come una freccia”. E cosa può essere come una freccia? Uno sguardo, un’occhiata. Infatti, sagittabondo è un termine usato in campo amoroso per definire colui che lancia, scoccandoli proprio come frecce che vogliono arrivare al bersaglio, sguardi d’amore che fanno innamorare chi ne viene colpito. Lo sguardo, le occhiate diventano dardi lanciati allo scopo di conquistare l’amato o l’amata aprendo una breccia nel suo cuore. Il sagittabondo, possiamo dire, è un arciere per amore.

2 pensieri riguardo “Sagittabondo: adotta una parola

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