Uso dell’accento: breve guida pratica

L’accento, in una parola, è il rafforzamento oppure l’elevazione del tono di voce (da cui il suo nome: accento TONICO o accento di intensità) con cui si dà a una sillaba un rilievo sonoro maggiore rispetto alle altre della stessa parola. L’accento tonico determina l’intonazione della parola, ovvero la sua pronuncia. Cade sempre su una vocale.
Dante_ACCENTO.jpgI dubbi più frequenti che sorgono quando si tratta dell’accento tonico di parola sono: quando va segnalato nella scrittura, nei testi che scriviamo? E, nel caso di parole dalla pronuncia incerta, dove va posto e come facciamo a deciderlo?
Per sciogliere ogni incertezza in merito, ho scritto questa breve guida all’uso dell’accento dando risposta ai 4 dubbi più frequenti relativi all’impiego dell’accento.

1) Quando segnare l’accento?

Quando si parla e si ascolta, l’accento lo sentiamo subito a orecchio. Lo percepiamo distintamente in ogni parola. Ognuna, infatti, possiede l’accento tonico, tranne rarissime eccezioni che vedremo poco più sotto, e ci è immediatamente evidente.
Quando si scrive, non c’è, di regola, bisogno di segnare l’accento. Le nostre parole saranno lette a mente e la stragrande maggioranza ci sono così note che non c’è bisogno di esplicitarne la pronuncia. Sono pochi i casi in cui lo si deve obbligatoriamente indicare. E sono questi:

  • nelle parole tronche (accentate alla fine, sull’ultima sillaba) con più di una sillaba: liquidità, parità, schiavitù, però, virtù, comò
  • in queste parole formate da una sola sillaba:
    • la terza persona singolare del verbo dare,
    • , inteso come giorno
    • la terza persona singolare del verbo essere, è,
    • l’avverbio di luogo ,
    • l’avverbio di luogo ,
    • la congiunzione ,
    • il pronome personale ,
    • la particella affermativa ,
    • (la bevanda)
    • ciò,
    • già,
    • giù,
    • più,
    • scià.

In tutte le altre parole l’accento non va segnato.

2) Accento GRAFICO e accento TONICO sono la stessa cosa?

Spesso si sente parlare dell’accento come accento grafico. Ora, l’accento grafico è il segno che si pone, quando si scrive, sopra la vocale per evidenziarne la maggiore intensità fonica (questo accade sempre con le parole tronche o ossitone: per esempio, caffè) oppure il grado di apertura. Viene detto diacritico, perché è messo sopra la vocale. Ne indica il suono e quindi la pronuncia. L’accento grafico è la resa, l’equivalente, nello scritto dell’accento di parola, ovvero dell’accento tonico. È il corrispettivo visibile di quello tonico. Sono due accenti differenti? No. Entrambi ci dicono come si pronuncia la parola. Soltanto che uno c’è sempre (il tonico), mentre l’accento grafico si segna – sul foglio e ogni volta che si stende un testo scritto – nei casi in cui è necessario.

3) Quando l’accento GRAFICO è CONSIGLIABILE?

C’è un caso in cui non è necessario segnare l’accento grafico ma è tuttavia consigliato: per le parole che si scrivono nello stesso modo (omografi) ma si pronunciano diversamente.

Qui di seguito alcuni esempi:
• Àltero / altèro
• Àncora/ancóra
• Àmbito / ambìto
• Càpitano/capitàno
• Nòcciolo / nocciòlo
• Prìncipi / princìpi
• Séguito / seguìto
• Sùbito / subìto
• Vénti/Vènti

In casi come questi, per non generare confusione e rendere la lettura più fluida e la scrittura più precisa, è bene segnare l’accento grafico.

4) Alcune parole sono PRIVE di accento tonico

Ebbene sì. Come detto al punto uno, esistono parole prive di accento tonico: si tratta dei monosillabi atoni.
Sono, dunque, privi di accento tonico:
a) gli articoli,
b) le congiunzioni,
c) le preposizioni,
d) i pronomi clitici
Perché le parole monosillabiche sono prive di accento tonico? L’accento è una proprietà relazionale che viene definita soltanto in termini contrastivi. L’accento, infatti, è il rilievo che ha una sillaba rispetto alle altre di cui è composta la parola. Ma se la parola è composta soltanto da una sillaba, è evidente come non ci siano altre sillabe da considerare per decidere dove debba cadere l’accento. Per dirla in termini da linguisti, le proprietà accentuali della parola monosillaba non sono definibili.

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