Ascoltare e sentire: qual è la differenza tra i due verbi

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Come per guardare e vedere, tra sentire ed ascoltare c’è una grande differenza. Il primo fa riferimento all’atto del percepire con i sensi o con l’intelletto, il secondo all’atto di prestare la massima attenzione nell’udire per comprendere e per dare un significato.  Andiamo a vedere in dettaglio la differenza.

Il verbo sentire

Sentire deriva dal latino sĕntire e significa dirigere verso qualche cosa i propri sensi o il pensiero (così Ottorino Pianigiani nel suo Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana)

sentire è fare esperienza del mondo
Sentire è una delle prime esperienze del mondo. Da adulti si imparerà, anche, ad ascoltare.

Significa perciò avvertire, sia provocate da stimoli interni che esterni, impressioni e sensazioni per mezzo dei sensi e prenderne coscienza. Significa apprendere attraverso i sensi alcuni (alcuni, perché il sentire non genera una conoscenza completa) dati relativi all’esperienza che si fa del mondo esterno (per esempio, quando sentiamo un rumore o scorgiamo qualcosa lungo il cammino). Sentire indica inoltre il percepire con le facoltà intellettive (per esempio, sentire una notizia, venire a conoscenza di un fatto), l’intendere arrivando a significare anche giudicare perché ci si è fatti un’opinione (sentenza deriva, infatti, da sentire).

Il sentire coinvolge tutti i sensi (tatto, udito, vista, gusto, olfatto) e si riferisce a una grandissima varietà di esperienze che possiamo fare del mondo esterno e interno. La sfera dei significati di sentire è dunque molto ampia, più ampia di quella di ascoltare.

Il verbo ascoltare

Ascoltare deriva dal latino auscultare (la cui radice è auris, orecchio) e significa porgere attentamente l’orecchio, udire con attenzione. È coinvolto quindi solo un senso: l’udito. E, oltre a questo, è la parola attenzione che è importante nella definizione. Ascoltare è un prestare l’orecchio con impegno, concentrazione e interesse. Ascoltare è un’azione fatta con l’intenzione di comprendere ciò che ascoltiamo e ci viene detto. Ascoltare è anche un comunicare. Quando la nostra attenzione è rivolta a captare e decifrare un messaggio specifico, un punto di vista, magari facendo delle domande per capire meglio, allora siamo entrati in comunicazione, in dialogo con l’altro e stiamo, a nostra volta, comunicando.

Ti ascolto, perché voglio capire. Ti ascolto con le orecchie e con il mio cuore.

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