I verbi e le relative valenze

atom-1222514_1280[1].jpgNella grammatica valenziale, i verbi vengono classificati in base alla loro valenza, che va da zero a quattro. Ne abbiamo già parlato qui. Oggi vediamo in maniera più approfondita  i principali gruppi di verbi secondo le loro valenze. Vi sono infatti verbi con valenza zero, con valenza uno, con valenza due, con valenza tre e, infine, con valenza quattro.

I verbi con valenza zero

I verbi con valenza zero (zerovalenti o a zero posti) sono tutti quei verbi che non hanno bisogno di nessun nome vicino per aggiungere qualcosa in più per far comprendere il significato del verbo stesso. Già in sé il verbo ci fa capire di che cosa si tratta, di cosa si sta parlando. Esempi di verbi a valenza zero sono: piovere, piovigginare, grandinare, tuonare, lampeggiare, nevicare, albeggiare, annotare.

I verbi con valenza uno

I verbi con valenza uno (monovalenti o a un posto) sono tutti quei verbi che hanno bisogno di un solo elemento accanto a loro per dare un significato completo alla frase. Ad esempio: sbadigliare, tossire, russare, dormire, riposare, ridere, piangere, crescere, deperire, dimagrire, ingrassare, fiorire, appassire, nascere, vivere, morire, gridare, abbaiare, miagolare, nitrire, ruggire.

Se dico: Il gattino miagola oppure Il fiore cresce ho detto o scritto due frasi che si capiscono alla perfezione, senza bisogno di aggiungere altro.

I verbi con valenza due

I verbi con valenza due (bivalenti o a due posti) sono tutti quei verbi che hanno bisogno di due elementi vicino a sé per avere significato. Facciamo un esempio col verbo costruire. Abbiamo bisogno di specificare chi costruisce e la cosa costruita. Giovanni costruisce una casa è una frase formulata correttamente. Se avessimo detto “Giovanni costruisce” oppure “Costruisce una casa” il senso sarebbe rimasto a metà e la frase sarebbe stata incompiuta.

Altri esempi di verbi con valenza due sono: amare, odiare, lavare, pulire, sporcare, coprire, scoprire, costruire, demolire, aprire, chiudere, accendere, spegnere, conquistare, perdere, percorrere, allagare, accogliere, rifiutare, lodare, punire.

Nel gruppo dei verbi bivalenti alcuni legano a sé il secondo elemento con una preposizione semplice o articolata, come ad esempio il verbo «andare»: Valentina va a scuola. Luisa va dalla parrucchiera.

Altri verbi che si comportano in questo modo: venire, tornare, uscire, arrivare, entrare, scendere, giacere, piacere, dispiacere, giovare, credere. Un paio di esempi di frasi costruite con verbi di questo tipo sono: Cristina è scesa in strada. I bambini credono nella pace.

I verbi con valenza tre

I verbi con valenza tre (o trivalenti o a tre posti) sono tutti quei verbi che hanno bisogno di tre elementi. Se prendiamo il verbo spedire, vediamo che ha bisogno di specificare, chi spedisce, che cosa e a chi: Alberto spedisce una email a Ludovica.

Esempi di altri verbi con valenza tre sono: dare, attribuire, dire, consegnare, spedire, prestare, ricevere, introdurre, gettare, mettere, aggiungere, togliere, sottrarre.

Il terzo elemento è preceduto da una preposizione sia in italiano che in molte altre lingue.

I verbi con valenza quattro

I verbi con valenza quattro (tetravalenti o a quattro posti) sono tutti quei verbi che hanno bisogno di quattro elementi, come il verbo spostare. Per formulare una frase con questo verbo, abbiamo bisogno di specificare chi compie il gesto, che cosa viene spostato, da dove e a dove: Enrico ha spostato il cuscino dalla sedia alla poltrona. 

Altri verbi tetravalenti sono: trasferire, trasbordare, scaraventare, trasportare, tradurre, travasare.

Articolo scritto da Fabiola Rizzi.

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