Come scrivere un buon riassunto

Saper scrivere un buon riassunto è un’abilità che spesso viene richiesta a scuola (si insegna sin dalla primaria ed è utilissima all’Università, dove, oltre che per saper rispondere alle domande d’esame, è un validissimo metodo di studio) o per lavoro (per stendere relazioni periodiche, lettere in cui si debba riferire un determinato accadimento o compilare questionari di formazione che chiedono sovente, nelle risposte, di condensare esperienze ed opinioni).

una nuvola di parole per descrivere cos'è un riassuntoFare il buon riassunto di un testo, di un discorso, di un intero libro o di un evento, non è un’operazione semplice, specialmente all’inizio, quando si è alle prese coi primi tentativi. Eppure, bastano un po’ di esercizio e qualche regola fondamentale per imparare in velocità a riassumere.

Pronto e pronta per cominciare? Armati di penna, fogli, gomma e matita, matite colorate, evidenziatori, di un righello e… naturalmente del testo che devi riassumere e iniziamo!!

Cos’è un riassunto

Per prima cosa tieni bene a mente cos’è il riassunto, perché ti aiuta poi ad agire sul testo che hai in considerazione. Il riassunto è la riproposizione condensata dei contenuti più importanti, delle idee cardine e delle informazioni essenziali di un testo in uno più breve. È un tipo di parafrasi (così il linguista Della Casa), con cui ridiciamo, con le nostre parole e nella maniera più breve possibile, i contenuti più importanti del testo, tralasciando gli altri che non servono e non influiscono sulla comprensione del discorso. È, in breve, un’operazione, un processo di riformulazione e rimodellamento del testo e dei suoi contenuti.

A cosa serve un riassunto? Il riassunto serve per comunicare a qualcuno idee e fatti in poche righe, facendogli risparmiare tempo (e, se si tratta di un professore, serve a fargli capire in un paio di risposte alle sue domande che hai afferrato bene un argomento o una questione e che hai padronanza della materia grazie alla tua chiarezza). Serve a chi lo stende, a maturare padronanza linguistica e a comprendere e fare proprio un testo. Agevola la memorizzazione dei contenuti individuati: difficilmente dimenticheremo ciò che abbiamo riassunto. Il termine riassunto, infatti, deriva da riassumere, ovvero assumere (prendere, assorbire) preceduto dal prefisso ri- (di nuovo). Significa, quindi, prendere nuovamente e portare dentro di sé ciò che si è letto. Lo assumiamo in noi: in questa maniera, i suoi contenuti non ci sfuggiranno più.

Come scrivere il riassunto perfetto: 3 operazioni da fare

Ottenere un riassunto perfetto richiede di eseguire tre operazioni fondamentali sul testo che hai in esame:

  • Riconoscere gli elementi essenziali del testo di partenza e tenerli bene a mente
  • Scoprire il tema di fondo del testo, ovvero la sua informazione complessiva o la sua idea portante, e il punto di vista dell’autore
  • Trasformare le parole del testo letto in parole tue, parafrasando e condensando i contenuti più importanti

Per fare un riassunto eccellente, dunque, devi impegnarti a capire bene e con completezza il testo originale, cercando le parole di cui non conosci il significato. Richiede che tu distingua e discrimini i dettagli non necessari (spesso in un testo sono presenti per aumentare l’impatto emotivo rispetto all’argomento) da quelli essenziali e le idee secondarie dalle principali. Fatto ciò, hai separato i due piani: il piano di ciò che è fondamentale e quello di ciò che non lo è. Ora puoi dire i contenuti sostanziali del testo con parole tue.

Le regole PRATICHE per stendere il tuo riassunto

Leggiamo bene il testo per capirlo in profonditàA livello pratico, per realizzare le tre operazioni fondamentali che abbiamo appena visto, occorre procedere seguendo alcune semplici e indispensabili regole concrete. Per comodità, suddividiamo le regole in due gruppi: quelle relative alla fase di preparazione del materiale per il riassunto e quelle da seguire nella sua composizione e stesura.

Preparati a riassumere: la lettura e la decodifica del testo

  • Prima di tutto, leggi con molta attenzione il testo per intero, una o più volte, per comprenderne bene il significato.
  • Individua, mentre leggi, i concetti, i punti e le informazioni realmente necessari alla comprensione. Sottolineali a matita oppure con i colori o gli evidenziatori. Per ogni capoverso del brano cerca il suo argomento principale («di chi o di che cosa parla?») e, se ti è di aiuto, segnalo a margine della pagina.
  • Elimina i dettagli minori, le informazioni accessorie e prevedibili, le precisazioni marginali, le idee secondarie. In breve (per… riassumere, è il caso di dirlo) tutto ciò che è trascurabile ai fini della vera comprensione del cuore del discorso. Le prime volte, puoi farti, se possibile e se vuoi, come aiuto all’esercizio, una fotocopia del testo da riassumere assegnatoti e cancellare tutti gli elementi trascurabili con un tratto di penna.
  • Individua i legami logici tra le informazioni. Per fare questo poni molta attenzione ai connettivi logici (ossia parole ed espressioni che hanno il compito di segnalare una relazione tra frasi o gruppi di frasi) e a come sono legati nel senso i vari capoversi. Spesso, il capoverso successivo è una spiegazione del primo oppure risponde a una domanda implicita o esplicita contenuta nel precedente. A volte sono necessari più capoversi per trattare un tema o un suo punto.
  • Individua, infine, anche le sequenze di cui è composto il testo, perché sono queste che portano i temi e le informazioni centrali di un testo e li sviluppano. Quelli che interessano a noi per fare il riassunto sono i temi e le informazioni cardine. Essi sono il telaio portante dell’intero testo: gli danno forma e ne reggono tutta la struttura. Tutte le altre informazioni si sviluppano da questi oppure vi ruotano intorno. Per fare un paragone, i temi sono le strade principali, da cui poi si diramano tutte le vie secondarie, che, per fare un riassunto, non è necessario percorrere. In un testo, solitamente, le sequenze, ovvero le parti che presentano un significato unitario e autonomo, o coincidono con i capoversi oppure, specie nei testi lunghi, con gruppi di capoversi o interi paragrafi. Individuare le sequenze è utile perché ti consente di controllare se hai ben individuato i concetti fondamentali, come fatto al punto primo, oltre che ad avere un’idea della struttura globale del testo.

La stesura del riassunto: mettiamoci all’opera con carta e penna

scriviamo insieme il nostro riassunto, ci servono carta e pennaDopo aver compreso il testo, aver individuato informazioni e concetti essenziali e, soprattutto, i temi fondamentali, riponi nell’astuccio matita, colori ed evidenziatori. Prendi carta e penna e inizia la stesura del tuo riassunto.

  • Decidi qual è l’ordine di successione dei temi, degli argomenti, dei fatti più logico. Non deve necessariamente corrispondere a quello del testo originario. Valuta quindi se conservarlo oppure cambiarlo.
  • Scrivi in terza persona
  • Per quanto riguarda il tempo verbale, usa il presente. Se è più appropriato un altro tempo o ne è evidente la necessità del suo uso (per esempio nel riassunto di un fatto accaduto ieri o recentemente) ricordati di non cambiarlo durante il riassunto da una frase all’altra.
  • Se è necessario riportare il contenuto di un discorso diretto, volgilo in forma indiretta
  • Usa sinonimi ed iperonimi. Adotta uno stile e un linguaggio semplice ma mai impreciso. Unifica insiemi di parole o espressioni in una sola espressione più generale. Usa frasi chiare e brevi.
  • Il riassunto di un testo narrativo, espositivo, descrittivo o argomentativo è, a sua volta, un testo narrativo, espositivo, descrittivo o argomentativo. Rimani coerente e fedele al tipo di testo iniziale.
  • Non aggiungere la tua impressione, opinione o pareri e idee.
  • Ricostruisci tra i nuovi elementi la coesione testuale aggiungendo i connettivi (ovvero i legamenti morfosintattici) più adatti.

L’ultimo sforzo: rileggi il riassunto

Quando hai finito di scrivere il riassunto, rileggilo. Controlla, innanzitutto, di aver messo tutte le informazioni fondamentali e necessarie. Correggi gli errori ortografici. Poi rileggilo ancora: se scorre bene, lo senti chiaro e facile da capire, completo e il suo senso traspare subito e, non ultimo, senti di padroneggiare bene l’argomento, hai centrato il punto!! Hai fatto un buon lavoro e un ottimo riassunto!

E infine… esercizio, esercizio ed esercizio!

Riassumere è un’arte che si impara con l’esercizio. Significa provare finché non ci sente sicuri e a proprio agio con il testo e la sua riscrittura.

Ti lascio in conclusione di post un piccolo esempio di cosa significa riassumere un testo. Il primo è il testo iniziale da cui sono partita, il secondo il riassunto brevissimo che ne ho fatto.

«A causa della nebbia, del gelo e delle eccezionali nevicate cadute ieri in abbondanza su molte località, il traffico ferroviario, specie quello proveniente dal Sud, ha subito forti rallentamenti. Molti treni sono stati costretti a rimanere fermi agli snodi, bloccati dai lavori di sgombero delle rotaie, prima di poter proseguire e arrivare a destinazione, accumulando, in parecchie stazioni, ritardi di interminabili ore.»

A causa del forte maltempo, la circolazione ferroviaria di ieri ha subito notevoli disagi e ritardi.

Un’ultima notazione. Fare un riassunto implica sempre una riduzione del testo la cui entità è variabile. Si può mirare a un riassunto che sia il massimo della concisione, come nell’esempio che ti ho fatto, nel quale, in sostanza, ho enucleato solo il tema di fondo. Oppure si può fare una sintesi, che segue il testo originale e riadatta le frasi e omette i particolari minori. Infine, si può fare una rielaborazione del testo iniziale, che condensa i contenuti essenziali e si sofferma più su alcuni punti e meno su altri. Il grado di riduzione dipende dalle nostre esigenze personali e, quando si tratta di un compito assegnatoci, dalle consegne di studio.

Fammi sapere se ti sono stata utile!! E, se hai domande da farmi, scrivile pure nei commenti oppure mandando una mail a info@scriveregrammaticando.it

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