Le figure retoriche: cosa sono (e una classificazione generale)

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Le figure retoriche nascono dalla necessità di comunicare in modo riuscito, cioè conformato alle intenzioni con cui scriviamo il testo e al messaggio che vogliamo trasmettere. Rispondono all’esigenza del saper come dire le cose, perché ampliano le possibilità linguistiche creative che abbiamo a disposizione. Le figure retoriche sono, infatti, usi particolari della lingua, maniere per costruire il pensiero, esprimere significati e simboleggiare immagini, che rendono incisivo, chiaro, suggestivo il nostro scrivere e parlare.

Le figure retoriche agiscono sulle parole o sulla sintassi allo scopo di ottenere degli effetti espressivi, di stile o di significato che rendono la nostra comunicazione più convincente e forte oppure più bella, toccante ed emozionante.

la freschezza delle parole e delle immagini che generanoAlcune figure retoriche lavorano sull’aspetto connotativo (metaforico e simbolico) delle parole. Altre insistono sui loro suoni. Altre ancora sulla loro capacità sintattica. Tutte creano senso, un senso che si aggiunge e va oltre il significato primario, principale e letterale di ciò che diciamo o scriviamo. Un senso che è prodotto dalla particolare figura scelta e usata.

Le figure retoriche sono moltissime. Non le ho mai contate di preciso, ma se dovessi quantificare con una stima rapida quelle che conosco, potrei affermare con sicurezza che sono oltre 200. Da qualche parte, ho letto che sono più di 300. Ogni giorno ne usiamo moltissime, spesso senza accorgercene. Non sono prerogativa ed esclusiva dei poeti e dei letterati, né del linguaggio pubblicitario e giornalistico. Appartengono a tutti e sono a disposizione di tutti.

La classificazione delle figure retoriche

In grammatica, le classificazioni sono utili e necessarie, tuttavia, in questo caso, c’è da sottolineare che molte figure retoriche hanno caratteristiche che sono comuni a più categorie e di questo, quando le si studia e mette in pratica, è bene tener conto.

Volendo dare una classificazione generale, di base, possiamo dire che le figure retoriche si dividono in:

  • Figure di suono (o di parola o fonetiche): sono figure che sfruttano i suoni delle parole a scopo espressivo. Giocano sia con i suoni interni di una parola che con i suoni di più parole accostate o vicine. Sono figure di suono anche quelle che agiscono sul ritmo, il che ne spiega l’abbondante ricorso in poesia. Esempi di figure di suono sono l’allitterazione, l’assonanza, la consonanza, l’onomatopea, la paronomasia.
  • Figure di costruzione (o di ordine o di posizione o sintattiche): la figura agisce sulla struttura sintattica, disponendo le parole in una certa maniera, in un ordine diverso da quello abituale, oppure sottraendone oppure ripetendole. In ogni caso, la figura retorica dà una forma particolare, inconsueta ma definita alla frase e alla sua costruzione. Esempi di figure di costruzione sono l’anafora e il suo contrario, l’epifora, l’anastrofe, l’asindeto, il polisindeto e l’enumerazione, il chiasmo, il climax, l’ellissi (che ho usato anche in questo post), l’ipallage, l’iperbato (che è un rovesciamento dell’ordine sintattico della frase), l’iterazione e il parallelismo.
  • Figure di significato (o semantiche o di senso o tropi): l’effetto ricercato è prodotto da un uso particolare del lessico che porta a una trasformazione del significato dei termini scelti e introdotti nel discorso e nel testo. Con le figure di significato, il significato della parola viene ampliato, o reso inedito, cioè diverso da quello normale e abituale conosciuto, oppure diventa capace di evocare sensazioni ed emozioni particolari. Esempi di figure semantiche sono: l’antifrasi, l’antitesi, l’iperbole (e, se notate, la figura geometrica ha parecchio in comune con la figura retorica…), la litote, l’immancabile metafora e la similitudine che viaggia in coppia (nelle spiegazioni) a essa, l’altrettanto immancabile metonimia, l’ossimoro, la personificazione, la reticenza, la sineddoche e la sinestesia (figura che io amo molto e uso spesso nella scrittura).
  • Figure di pensiero: le figure retoriche di pensiero riguardano le idee e i concetti espressi e la maniera con cui li trasmettiamo. Interessano il discorso sia nel suo insieme, preso nel suo complesso, sia la relazione con l’oggetto o l’argomento trattato sia, infine, la relazione con chi lo scrive o pronuncia e col destinatario. Allegoria, ironia, preterizione (anche questa molto diffusa nel quotidiano, soprattutto se vi piace chiacchierare…), domanda retorica sono solo alcuni degli esempi che si possono fare nel campo delle figure retoriche di pensiero.

Già di una figura retorica, la litote, vi ho parlato tempo fa. Prossimamente vi parlerò di altre figure ancora. Se volete che dedichi un post a una figura in particolare, fatemelo sapere nei commenti o via mail. Ogni richiesta di chiarimento o approfondimento è sempre graditissima.

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