Fonologia minima: che cos’è un fonema

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Che cos’è un fonema

Se osserviamo una parola e la scomponiamo nelle sue unità più piccole, otteniamo dei suoni: i fonemi (dal greco fonèma, voce). I fonemi sono le unità più piccole della lingua. Ogni lingua ha il proprio particolare insieme di fonemi, che le consente di formare tantissime parole. Da pochi fonemi, qualche decina, si ricavano infatti migliaia di parole distinte. È la loro combinazione, secondo un certo ordine, che compone le parole. Per esempio, dalle lettere a, c, e, n si possono formare le parole cena e cane. Dalle lettere a, i, m, r si ricavano le parole rami, rima, mari, mira. Se sostituiamo, nell’ultimo gruppo di lettere, la i con la e, allora abbiamo mera, mare, rema, rame. E, a mano a mano che aumentiamo il numero di lettere, aumentano anche le combinazioni e le parole che possiamo ottenere.

 

Il concetto di coppia minima

a, b, c, d: le lettere dell'alfabetoQuando un suono è anche un fonema? Per rispondere si cercano due parole (almeno due) che si differenziano solo per il suono di una stessa posizione. Fu il linguista Trubeckoj¹ a formulare la regola: «Quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere scambiati fra loro senza con ciò mutare il significato delle parole o renderle irriconoscibili, allora questi due suoni sono realizzazioni fonetiche di due diversi fonemi». Prendiamo le parole masso e passo. Si distinguono per il suono in prima posizione: m e p. Questi suoni, la m e la p, sono due fonemi perché identificano la coppia di parole masso-passo. Tale coppia è chiamata coppia minima (o prova di commutazione).

Studiando le varie coppie minime, si ricavano quanti fonemi sono presenti in lingua. Nella lingua italiana sono 30:

  • 7 vocali: la a, la e aperta e la e chiusa, la i, lo o aperta e la o chiusa, la u
  • 21 consonanti: b, c velare e c palatale, d, f, g velare e g palatale, l, la l palatale (il gruppo gl), m, n, n palatale (il gruppo gn), p, r, s sorda, s sonora, s palatale (il gruppo sc), t, v, z sorda e la z sonora
  • 2 semiconsonanti: la i e la u quando sono contenute nei dittonghi

Se contassimo anche le differenze di durata dei suoni consonantici, allora il numero dei fonemi sarebbe maggiore: diventerebbero 45.

 

In questa tabella riassuntiva vi ho raccolto i 30 fonemi della nostra lingua, da quale lettera sono rappresentati e come si scrivono.

FONEMI

COME SI SCRIVE IL FONEMA

ESEMPI

LE VOCALI
aaala, mare
e aperta (è)ɛ ecco, era
e chiusa (è)eperché, nero
iiistrice, vita
o aperta (ò)ɔcolla, orfana
o chiusa (ó)oorsa, ponte
uuluce, urbano
LE CONSONANTI 
bbbocca, barca
c velare (dura)kcane, casa
c palatale (dolce)tʃcena, ciao
dddopo, addomesticare
fffiore, festa
g velareggatto, gufo
g palataledȝgiro, aggeggio
lllavoro, legge, alloro
l palatale glλgli, figli, scoglio
mmmano, marmellata, ammiraglio
nnnome, annotare
n palatale gnɲgnomo, gnocco
pppoltrona, appezzamento
rrarredamento, rana
s sordassole, succo, sera
s sonorazsbaglio, sbronza
s palatale scʃsciame, scelta
ttattitudine, tanto
vvavvolgere, voce, vento
z sordatzcalza, forza
z sonoradzronzio, zero
SEMICONSONANTI 
i nei dittonghijieri, iena
u nei dittonghiwuomo

 

 

Lettere e fonema sono la stessa cosa?

Le lettere sono il segno più elementare di cui si compone la scrittura. Sono dette grafemi, dal greco grafo, scrivo. Sono il modo con cui cerchiamo di trascrivere i suoni. Quando scriviamo traduciamo il suono linguistico in una lettera, in un simbolo scritto. La domanda ora è: ogni lettera scritta corrisponde a uno dei suoni della lingua parlata? La risposta è no, perché le lettere sono  21, mentre i fonemi 30 (o 45, se si considerano tutti). Come si vede in tabella, per fare un esempio, la c può essere dura o dolce, ha quindi due suoni (fonemi) diversi, ma viene scritta con la stessa lettera.

Le lettere dell'alfabeto: a, b, c, d, e, f, g, h

Lettera e suono linguistico, grafema e fonema non sono la stessa cosa. Inoltre, la corrispondenza tra fonema e grafema a volte è precisa, a volte non lo è. Una stessa lettera può indicare due fonemi. Vi è una lettera, la h, che non corrisponde alcun suono. La h, infatti, serve solo a segnalare, posta dopo una c o una g, che devono essere considerate dure. Infine, vi sono combinazioni di due o di tre lettere che rappresentano un unico fonema, un’unica pronuncia.

 


¹Trubeckoj, Nikolaj S. (1939), Grundzüge der Phonologie, «Travaux du Cercle linguistique de Prague» 7, pp. 5-261 (trad. it. Fondamenti di fonologia, Torino, Einaudi, 1971).

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