Cosa si intende per verbi difettivi: una definizione ed esempi

Lavagna con la definizione di verbi difettiviCi sono, nella nostra lingua, dei verbi che mancano di alcune forme: sono i verbi difettivi. Di solito, i verbi possiedono una coniugazione completa, quanto a modi, tempi e persone. I verbi difettivi, invece, hanno il paradigma incompleto.

Difettano, cioè sono privi, di alcuni tempi (semplici o composti), persone (pensiamo ai verbi impersonali, per esempio, o a verbi del linguaggio burocratico), modi (in particolare del participio passato, la cui mancanza rende impossibile la formazione dei tempi composti). Le voci di cui difettano tali verbi o non sono mai esistite, perché non se ne è avvertita o non ve ne era la necessità, oppure esistevano ma sono cadute in disuso (splenduto, bisognato).

Sono esempi di verbi difettivi: addirsi, aggradare, bisognare, competere, concernere, convergere, dirimere, esimere, fervere, incombere, indulgere, piovere, prudere, soccombere, urgere, vertere.

Come ovviare alla mancanza di alcune voci verbali

Nelle forme di cui sono privi, i verbi difettivi non si possono, evidentemente, usare. Come si può fare in caso? Ci sono due possibilità. O li sostituiamo con altri verbi dal significato corrispondente o ricorriamo a espressioni o costrutti dal significato identico o equivalente. Per esempio, per il verbo prudere si può ricorrere all’espressione sentire prurito.

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