Perdere la bussola

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Quante volte abbiamo pronunciato questa espressione linguistica per comunicare il nostro essere disorientati di fronte ad un evento che ci è accaduto, il non sapere quale direzione seguire per raggiungere un determinato luogo, l’aver smarrito l’equilibrata visione delle cose, l’aver perso la giusta calma per prendere delle decisioni ponderate?

L’origine di questa locuzione verbale si perde nella notte dei tempi, quando i marinai che navigavano i mari e gli oceani, per orientarsi nell’affrontare distese d’acqua interminabili e senza punti di riferimento visibili, avevano bisogno di una bussola. Avevano bisogno di una scatola al cui interno si trovava un perno su cui appoggiava un ago magnetico costantemente orientato verso Nord. Conoscendo la posizione del Nord, era poi possibile identificare il Sud come la direzione opposta, mentre l’Est e l’Ovest erano rispettivamente alla destra e alla sinistra dell’osservatore rivolto verso il Nord.

La rottura della bussola creava molti disagi ai comandanti delle navi e alle loro ciurme, perché poteva portarli in una direzione per nulla desiderata, mentre la bussola li avrebbe sicuramente condotti lungo il percorso scelto.

Bussola e scoperta.
Navigazione.

L’invenzione della bussola.

La bussola, molto probabilmente, nacque in Cina prima dell’anno Mille, e pare che in origine fosse utilizzata come una sorta di gioco d’attrazione circense per stupire il pubblico curioso. I cinesi scoprirono il campo magnetico proprio in questo modo: lanciavano delle lancette, come si fa con i dadi, e queste cadevano sempre nella medesima direzione, ovvero il Nord.

Passò molto tempo prima che la bussola da gioco attrattivo nei circhi venisse utilizzata dai naviganti di tutti i mari del mondo. In Europa arrivò nel XII secolo grazie agli Arabi e agli amalfitani. Il primo documento in cui compare l’uso della bussola nella navigazione nell’Europa occidentale è il De nominibus utensilium di Alexander Neckam (1180-1187).

La tradizione attribuisce l’invenzione e il perfezionamento della bussola così come è oggi a Flavio Gioia, nato probabilmente nella seconda metà del Duecento (1250-1300) ad Amalfi o a Positano. Esiste una testimonianza scritta di questa sua invenzione in un’iscrizione posta sulla statua eretta in onore di Flavio Gioia “inventore della bussola”, che campeggia nella città di Amalfi.

Un tipo particolare di bussola: la girobussola

La girobussola è un particolare tipo di bussola (chiamata anche direzionale o bussola giroscopica). Si tratta, per essere più precisi, di un sistema di navigazione impiegato per trovare una direzione fissata, non basato sul campo magnetico ma sulle proprietà giroscopiche. Per tal motivo è detta anche giroscopio.

Articolo scritto da Fabiola Rizzi.

 

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