Il trittongo: per una grammatica delle sillabe

Il trittongo è una combinazione di tre suoni vocalici in successione all’interno della stessa sillaba. I tre suoni vocalici si pronunciano con un’unica emissione di voce.

Allo studio del trittongoIl trittongo è formato senza eccezioni dall’incontro di una vocale nucleo della sillaba (non sempre tonica ma quasi) e da 2 vocali che diventano o una semiconsonante e una semivocale oppure due semiconsonanti. Per chiarire in concreto cos’è un trittongo, vi faccio un po’ di esempi aiutandomi con due tabelle.

TRITTONGHI FORMATI DA SEMICONSONANTE + VOCALE + SEMIVOCALE
TrittongoDove cade l’accento tonico?                 Esempi
-iei-ièiMiei
-iai-iàiRinviai
-ioi-iòiIoide
-uai-uàiGuai, annacquai
-uei-uèiQuei
-uoi-uòiPuoi, tuoi
TRITTONGHI FORMATI DA 2 SEMICONSONANTI + VOCALE
TrittongoDove cade l’accento tonico?              Esempi
-iuo-iuòAiuola (aiuòla)

Figliuolo (figliuòlo)

Sbattiuova (sbattiuòva)

-uie

 

Questi trittonghi possono trovarsi in un contesto sia tonico che atono, ovvero l’accento di parola non necessariamente cade sulla vocale sillabica del trittongoQuiete (quiète)
-uioColloquio (collòquio)
-uiaSeguiamo (seguiàmo), andiamo (andiàmo), continuiamo (continuiàmo) (sulle vie della grammatica), colloquia (collòquia)

Il trittongo è una configurazione fonetica piuttosto rara, in particolar modo per quanto riguarda quelli formati da due semiconsonanti e una vocale, riportati nella seconda tabella. Lo ritroviamo poche volte nelle parole del nostro lessico e quando si può si cerca di semplificare (per esempio, chi usa più la forma arcaica “giuoco”?). L’unico caso in cui i trittonghi sono particolarmente frequenti e usati sono gli aggettivi e i pronomi miei, quei, suoi, tuoi.

Vedremo nel post dedicato alle sillabe, come trittongo – oltre a dittongo e iato – vanno considerati e trattati quando si suddividono le parole.

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