Cioè: a proposito di congiunzioni testuali

Cioè è un avverbio o una congiunzione di grammatica? La risposta è che non è nessuna delle due. Cioè è una congiunzione testuale. Si è formata attraverso la condensazione in una sola parola dell’espressione “ho detto questo e tutto ciò che ho appena detto può anche essere affermato in un altro modo”.

Cioè è una congiunzione testualeCioè è una congiunzione che viene usata all’interno del testo, per questo è detta testuale. Riflette la testualità della lingua, cioè (per l’appunto, è il caso di dirlo) nasce per soddisfare le esigenze che l’uso comunicativo della lingua, attraverso la creazione dei testi, pone. La grammatica pura studia le singole parole, ma la nostra lingua è formata da parole che si combinano tra loro a formare dei testi. Le congiunzioni testuali sono, quindi, esattamente quelle che contribuiscono a garantire la coesione dei nostri discorsi e dei nostri scritti.

La funzione di cioè

Cioè collega due ragionamenti¹. È infatti un connettivo che permette di precisare meglio un’idea già espressa, di chiarire quanto appena detto, di introdurre una spiegazione, di riformulare quanto detto per passare a un ragionamento successivo.

Ha il ruolo di congiunzione testuale coordinante. Lega parti di testo che hanno la stessa funzione.


¹a volte anche due parole, sempre col medesimo fine. Per esempio: il capoarea, cioè Fabrizio (…).

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