Come si scrive: allerta o all’erta?

Si scrive allerta o all’erta? E poi, allerta è femminile o maschile? E se devo farne il plurale, lo declino oppure è un sostantivo invariabile?

 

Come si scrive: sono ammesse entrambe le grafie

Si può scrivere sia allerta che all’erta. Quale delle due forme è da preferire? Dipende. Si usa la forma univerbata quando si tratta di allerta sostantivo. Quando, invece, si tratta di un’esclamazione o dell’avverbio, si usa all’erta, con l’apostrofo.

Per spiegare il motivo di tale distinzione, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, e ripercorrere la storia che ha portato la locuzione avverbiale all’erta dalla sua comparsa al suo diventare un sostantivo.

L’erta è un tratto di terreno in salita con forte pendenza, una costa scoscesa e, come ci ricorda il dizionario etimologico di Pianigiani, per estensione, un’altura, una balza, cioè una parete montana ripida. Perciò, quando si saliva all’erta, si compiva un movimento di ascesa dal punto di partenza, in basso, verso il punto di arrivo, che stava più in alto, allo scopo di arrivare, per l’appunto, in cima. E, arrivati in cima, che si fa? Ci si ferma per qualche momento per riposarsi dalla fatica fin lì compiuta e per guardare intorno a sé e abbracciare il paesaggio che dall’alto meglio si contempla. E questo lo si fa raddrizzando la schiena e stando fermi e ben saldi sui piedi per un po’. Stare all’erta significa dunque stare in piedi, eretti, non stare semplicemente su un’altura. L’uso dell’espressione all’erta nel significato di stare in piedi e come locuzione avverbiale è attestato già nel Trecento, come ci ricorda il Dizionario storico della lingua italiana (il TLIO, il Tesoro della lingua Italiana delle origini), in un paio di testi di area siciliana («la citella, stancata di troppu stari a l’irta», datato 1321/37, e «vendere all’irta» gli animali, cioè il venderli in piedi, vivi, datato 1371/81).

Successivamente, l’espressione è stata adottata in campo militare, dove si è ampiamente diffuso il suo utilizzo. In tale ambito, si andava e si restava sull’erta per vigilare dall’alto, allo scopo di controllare il territorio e avvistare l’arrivo dei nemici. Fu così che l’espressione stare all’erta, che indicava inizialmente l’atto di stare su un’altura e poi, per estensione del significato, lo stare in posizione eretta, andò a significare lo stare in piedi per non addormentarsi, per rimanere vigili. Di lì, di nuovo per estensione, ha preso a indicare lo stare attentissimi, pronti a cogliere ogni variazione nella situazione, a non lasciarsi sfuggire nulla. E in quest’ultimo senso, la locuzione non poteva più essere confinata allo spazio ristretto dell’essere un avverbio ma è diventata un sostantivo: allerta.

 

Allerta al porto, soldato che vigila

 

Perciò, si usa all’erta, con l’apostrofo, quando si tratta di esclamazione (All’erta!, con valore di esortazione a stare in guardia, incitamento a essere attenti) e di avverbio (essere, stare all’erta, come descrizione di uno stato di attenzione e tensione). Si usa, invece, allerta se si tratta del sostantivo, che indica la condizione di particolare vigilanza di chi è stato avvisato di un pericolo vicino e incombente.

 

Il genere del sostantivo: allerta è femminile

Il sostantivo allerta è stato usato, dalla sua comparsa a oggi, sia al maschile che, più frequentemente, al femminile. Chi lo usa al maschile lo fa perché ne sente ancora l’origine avverbiale dello stare all’erta, dell’essere in allerta. Chi lo usa al femminile, invece, avverte sia come erta, da cui il sostantivo nasce, sia femminile, sia come il termine si riferisca alla posizione assunta durante la vigilanza, alla situazione (più che a uno stato) che si sta vivendo, che richiede la massima attenzione e prontezza. Ecco perché nel processo di consolidamento lessicale, si è andato a inquadrare e includere il sostantivo allerta nella classe dei sostantivi femminili che terminano in –a.

Se si guarda al criterio dell’uso recente, si vede, a conferma, come allerta sia quasi solo esclusivamente adoperato al femminile. Il nome allerta è perciò da considerarsi di genere femminile.

 

Gatto in allerta a caccia sul tetto

Il plurale: si declina

Il termine allerta, poiché ormai è avvertito pienamente come un sostantivo autonomo rispetto alla locuzione avverbiale, si declina. Fa parte della prima classe, perciò, al plurale, diventa allerte.

 

 

 

 

 

 

 

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