Le congiunzioni coordinanti (o coordinative): una classificazione

Le congiunzioni sono una delle parti invariabili del discorso e servono a creare un legame tra due o più parole o frasi. Come abbiamo visto, si possono classificare in base ai criteri della forma e della funzione. In questo e nel prossimo post ci occupiamo delle congiunzioni classificate secondo il criterio della funzione.

Il criterio della funzione: congiunzioni coordinanti e congiunzioni subordinanti

Le congiunzioni possono collegare due elementi che, all’interno della frase o del periodo, hanno la stessa funzione grammaticale. Scrivo e correggo la prima bozza del mio articolo sempre dopo un paio d’ore: scrivo e correggo sono entrambi verbi che descrivono cosa sto facendo. Sono legati da una e perché stanno a indicare due azioni della stessa importanza, che stanno, cioè, sullo stesso piano. In questo caso, la congiunzione svolge una funzione di coordinazione pura. Mangio sia la frutta che la verdura. Sia… che… è una congiunzione coordinante, che mette i due sostantivi allo stesso livello: nella mia alimentazione includo entrambi i cibi, la frutta e la verdura, perché mi piace mangiare tutti e due e mi fanno bene.

Lavagna, pronti a scrivereLe congiunzioni possono collegare anche elementi che NON stanno sullo stesso piano. È il caso delle congiunzioni subordinanti. Esse legano due elementi che non stanno sullo stesso piano, che non hanno cioè la stessa funzione. La subordinazione è un fatto che riguarda solo le frasi. Stacco le tende perché le devo lavare: la prima frase può stare anche da sola e regge la seconda frase, che invece ha bisogno della prima per chiarire completamente il suo significato (si appoggia alla prima). Le devo lavare potrebbe far riferimento a qualsiasi cosa: tazze, maglie, superfici… La congiunzione perché permette di legare la seconda frase alla prima e di darci il pensiero e il significato completi.

I tipi di congiunzioni coordinanti

Ritornando al criterio della funzione e soffermandoci solo sulla prima categoria di congiunzioni, definiamo le congiunzioni coordinanti, a volte chiamate anche coordinative, come le congiunzioni che legano parole, sintagmi (cioè gruppi di parole) e proposizioni che hanno la medesima funzione.

Esistono molti tipi di coordinanti. Vediamoli insieme.

LE CONGIUNZIONI COORDINANTI POSSONO ESSERE

→ COPULATIVE: sono le congiunzioni coordinanti in senso stretto. Hanno semplicemente la funzione di unire o collegare parole, espressioni e frasi, accostandole. Alcune indicano negazione. Colleziono libri e fumetti. Non voglio questo regalo né i tuoi auguri.

Sono congiunzioni copulative: e, ed, anche, inoltre, per di più, pure, né, neppure, nemmeno, neanche.

→ DISGIUNTIVE: congiungono parole, espressioni e frasi che sono in alternativa tra di loro. Il libro di Platone puoi comprarlo oppure andare a cercarlo in biblioteca. In un modo o nell’altro, riesco a leggere il libro che mi interessa: o lo compro oppure lo prendo in prestito da una biblioteca. Le due azioni sono una alternativa all’altra e, da un punto di vista logico, stanno sullo stesso piano. Vuoi il tè o il caffè oggi pomeriggio?

Sono congiunzioni disgiuntive: altrimenti, o, ovvero, oppure, ossia.

Una nota a parte devo farla per la congiunzione o. È una congiunzione disgiuntiva che può avere valore disgiuntivo esclusivo oppure valore disgiuntivo inclusivo. Ha valore esclusivo quando indica due alternative che stanno sullo stesso piano e delle quali una esclude l’altra. Decidi: o la Facoltà di Lettere o la Facoltà di Giurisprudenza. Che vuoi mangiare? Carne o pesce? Ha, invece, valore inclusivo quando le alternative non si escludono a vicenda. Puoi telefonarmi o mandarmi una mail, come vuoi. Il messaggio che si sta trasmettendo è: puoi contattarmi per telefono o per mail o anche attraverso entrambi i canali.

→ AVVERSATIVE: le congiunzioni avversative uniscono parole, espressioni o frasi in contrapposizione tra loro. Indicano un contrasto. Ho fatto una gran corsa a perdifiato ma ho mancato il treno per pochi secondi. Questa lattina non è di pomodoro ma di frutta sciroppata. Oggi è spuntato un bel sole eppure non fa tanto caldo. Ho sonno però voglio farti compagnia. Non mi piace il pesce eppure mangio sempre il tonno.

Sono congiunzioni avversative: bensì, però, ma, anzi, tuttavia, invece, eppure, invece, nondimeno, d’altra parte.

Quaderno per prendere appuntiFaccio un breve richiamo alla locuzione piuttosto che: si tratta di una locuzione congiuntiva di valore e funzione avversative. Piuttosto che significa anziché, invece di. Piuttosto che usare in modo sbagliato una congiunzione, non usarla. Non sto dicendo che la posso usare in modo sbagliato come… alternativa al modo giusto. Non la posso proprio usare. Questo perché piuttosto che NON ha valore disgiuntivo: non indica e non può indicare alternative equivalenti. Puoi leggere un romanzo rosa piuttosto che un libro giallo vuol dire che puoi cambiare genere letterario, sostituire quello abituale (e magari ormai monotono) con un altro e leggere un romanzo rosa al posto del solito giallo. Piuttosto che non significa nemmeno “oltre che”: se dico “Ho messo nello zaino magliette piuttosto che maglioni e pantaloni” per dire ho messo magliette oltre a maglioni e pantaloni sto facendo un errore. La frase corretta è: ho messo nello zaino magliette oltre che maglioni e pantaloni.

→ ESPLICATIVE (o dimostrative o dichiarative): introducono una parola, un sintagma o una frase che spiega o precisa quanto è già stato detto con la parola o frase precedente. Faccio fatica ad abituarmi al cambio dell’ora, infatti mi è venuto mal di testa. Tutti gli studenti ce l’hanno fatta, cioè sono stati promossi alla maturità. È un barometro, ossia uno strumento che misura la pressione atmosferica.

Sono congiunzioni esplicative: infatti, difatti, invero, cioè, vale a dire, ossia.

→ CORRELATIVE: collegano due elementi (parole, sintagmi o frasi) in corrispondenza tra loro. Sono congiunzioni che si richiamano l’una con l’altra per mettere in evidenza la relazione tra i due elementi. Vengono alla mostra sia mia sorella che la mia amica. Mi interessa non solo la poesia ma anche la narrativa.

Sono congiunzioni correlative: e … e, o … o, né … né, sia … sia, sia … che, non solo … ma anche, ora … ora, tanto … quanto, così … come.

→ CONCLUSIVE: collegano due elementi (parole, sintagmi o frasi) di cui il secondo rappresenta la conseguenza o la conclusione di quanto è stato detto col primo. Vi ricordate il famoso detto di Cartesio “Penso, dunque sono”? Dunque introduce una conclusione, tratta dall’affermazione precedente. Il supermercato del centro è troppo caro, perciò vado in quello nuovo poco fuori città. Il mare è mosso, pertanto per oggi non è possibile fare il bagno.

Sono congiunzioni conclusive: dunque, perciò, quindi, pertanto, allora, insomma, sicché.

 

 

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