Le congiunzioni subordinanti: quali sono?

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Abbiamo visto che le congiunzioni si classificano in base al criterio della forma e in base al criterio della funzione che svolgono nella frase. Secondo quest’ultimo criterio, si dividono in congiunzioni coordinanti (o coordinative) e congiunzioni subordinanti (o subordinative).

Le congiunzioni subordinanti ci permettono di costruire la frase complessa come composizione di frasi semplici che sono l’una in relazione all’altra. Nella frase complessa in cui si realizzi la subordinazione, vi è una frase principale, la frase indipendente e, per la sua funzione, reggente, e una frase introdotta dalla congiunzione, la subordinata o dipendente, che ha il suo pieno senso in rapporto all’altra.

AppuntiOgni giorno sono moltissime le frasi che realizziamo attraverso la subordinazione. Ci permettono di esprimere tantissimi concetti che dire in altra maniera sarebbe troppo complicato. Andiamo perciò a vedere quali sono le congiunzioni subordinanti. Come sempre, ogni tipo di congiunzione è accompagnata da uno o più esempi esplicativi.

LE CONGIUNZIONI SUBORDINANTI (O SUBORDINATIVE) POSSONO ESSERE

 

– AVVERSATIVE: sono le congiunzioni che introducono la frase che riferisce o descrive una situazione opposta a quella indicata dalla proposizione reggente. Va a spasso in giro per la città con gli amici, quando dovrebbe studiare per la verifica. È voluto andare al concerto, mentre io avrei preferito stare a casa.

Sono congiunzioni avversative mentre, quando, laddove, anziché.

– CAUSALI: sono le congiunzioni che introducono la frase che riporta la causa, il motivo che ha determinato il fatto raccontato o riferito nella frase reggente (fatto che, a sua volta, ne è l’effetto, la conseguenza). Ho comprato la camicia rosa, perché è il mio colore preferito.

Sono congiunzioni causali: perché, poiché, giacché, siccome, dato che, visto che, dal momento che.

– COMPARATIVE: sono le congiunzioni che consentono il confronto di ciò che è detto nella subordinata con quanto detto nella reggente. La grammatica, molte volte, è più facile da imparare e applicare di quello che si crede.

Sono congiunzioni comparative più… che, meno… che, meglio… che, peggio… che, più… di quello che, tanto più… quanto più, piuttosto che.

COMPLETIVE: sono le congiunzioni che introducono una proposizione soggettiva o una proposizione oggettiva esplicite. È difficile che domani piova. “Che domani piova” è il soggetto della frase “È difficile”. Ci dissero come avremmo dovuto fare. “Come avremmo dovuto fare” è il complemento oggetto del verbo della frase principale.

Sono congiunzioni completive: che, come. Il termine completive ci deriva dalla grammatica valenziale.

– CONCESSIVE: sono le congiunzioni che introducono la proposizione che riporta un fatto che dovrebbe causarne un altro ma l’effetto atteso non si verifica. Benché faccia caldo, è andato a correre: dovrebbe evitare l’attività fisica nelle ore più calde, eppure ci è andato lo stesso. Sono congiunzioni che introducono una circostanza che rappresenta un ostacolo o una grande difficoltà, circostanza che tuttavia non impedisce che accada il fatto presentato nella reggente. Sebbene mi faccia ancora male la testa, riesco a leggere.

Sono congiunzioni concessive benché, sebbene, seppure, per quanto, quantunque, malgrado che, anche se.

CONCLUSIVE: sono le congiunzioni che introducono la frase che esplicita il risultato logico di quanto è espresso nella principale. Avevo fame, quindi ho cenato prima di te.

Sono congiunzioni conclusive perciò, quindi, dunque, ebbene, pertanto, allora.

– CONDIZIONALI O IPOTETICHE: sono le congiunzioni che introducono il fatto che è la condizione perché possa verificarsene un altro, indicato nella reggente. Se leggi con regolarità, impari molte cose. La condizione introdotta dalla congiunzione può essere reale, possibile o irreale (Se gli animali parlassero, quante cose ci direbbero!).

Sono congiunzioni ipotetiche se, purché, a condizione di, qualora, caso mai, posto che, nel caso che.

– CONSECUTIVE: sono le congiunzioni che introducono una conseguenza, un effetto del fatto presentato nella reggente. L’acqua è così limpida che si vede il fondo. Sono così felice che non mangerei nemmeno.

Sono congiunzioni consecutive così… che, tanto… che, tanto… da, in modo… da, di modo che, a tal punto che, tale che.

– DICHIARATIVE: sono le congiunzioni che introducono la spiegazione del significato di quanto detto nella reggente. Su questo ti sbagli, che tutti fossero alla festa.

Sono congiunzioni dichiarative che, cioè, come.

– ECCETTUATIVE: sono le congiunzioni che introducono un’eccezione rispetto a ciò che è stato detto nella reggente. Tutto è perduto fuorché l’onore. Lo trovi a casa, a meno che non sia uscito per la spesa. Tutto mi sarei aspettata tranne che fossi stato proprio tu. Nella subordinata è espressa l’eccezione, cioè la condizione, la situazione, l’evento che impedisce che il fatto della reggente si verifichi o che esclude che sia così.

Sono congiunzioni eccettuative fuorché, eccetto che, salvo che, tranne che, a meno che.

– ESCLUSIVE: sono le congiunzioni che introducono una subordinata che indica un fatto, un evento, una circostanza, un’azione che non si sono verificati. Il gatto è entrato senza che me ne accorgessi. Sono caduta senza, per fortuna, riportare grossi ematomi.

Sono congiunzioni esclusive senza, senza che.

– FINALI: sono le congiunzioni che introducono il fine, lo scopo per cui si compie ciò (fatto, azione) che è indicato nella reggente. Sono uscito perché volevo prendere un po’ d’aria.

Sono congiunzioni finali: perché, affinché, al fine di, in modo che.

– INTERROGATIVE (INDIRETTE) E DUBITATIVE: sono le congiunzioni che introducono una domanda o un dubbio che dipende dalla frase reggente. Mi sta chiedendo perché non ho fatto colazione. Non so se è stato lui.

Sono congiunzioni interrogative e dubitative se, come, perché, quando.

– LIMITATIVE: sono le congiunzioni che introducono l’ambito entro il quale vale ciò che è dichiarato nella reggente. Quanto a te, fai come credi meglio. Per quello che ne so, lei ha detto questo.

Sono congiunzioni limitative quanto a, che, per quanto, per quello che.

– MODALI: sono le congiunzioni che introducono il modo in cui si svolge o si è svolta l’azione o l’esperienza indicate nella reggente. Parlava come se niente fosse. Scrivi la lettera nel modo che ritieni più adatto.

Sono congiunzioni modali come, come se, quasi, siccome, comunque, senza che, nel modo che.

– TEMPORALI: sono le congiunzioni che introducono subordinate che ci dicono quando avviene il fatto presentato nella reggente. Tali congiunzioni possono indicare anteriorità, contemporaneità oppure posteriorità. Quando studio, non mi disturba nessuno.

Sono congiunzioni temporali quando, mentre, appena (che), non appena, come, allorché, dopo che, prima che, dal tempo che, finché, ogni vol­ta che

 

 

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