Il caffè della domenica: scritto a matita

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Scrivere a penna per me è un’abitudine. Raramente uso la matita, di solito per qualche nota al volo o per i post-it. Non mi viene spontaneo.

La penna ama gli appunti e i testi lunghi. Resiste ore e ore sul foglio. Non teme di tagliare ciò che non va bene per un testo. Affronta le riscritture con compassata compostezza, anche se l’ho osservata bene: le piace riscrivere con slancio, ma non si preoccupa di darlo a vedere. La penna è un cavaliere senza macchia e senza paura.

Matita, temperino e gomma
Con la matita si può anche scrivere, non solo disegnare

La matita è più leggera, è più discreta. Annota con delicatezza. Non a caso la uso sui libri dove la penna non è concessa, perché sarebbe uno scempio.
La matita è il simbolo degli artisti. È uno strumento che sta nello studio di un pittore, non di uno scrittore, di chi ha a che fare con le parole tutti i giorni. Le volte che la prendo per scrivere mi accorgo di tracciare le prime lettere diverse, sono più rotonde e più grandi. La mano, abituata al peso della penna, quasi non sente quello della matita. Le sembra una piuma.

Scrivendo a matita mi sono accorta di un altro fatto. La matita non intimorisce e non mette fretta. Dà la possibilità di cancellare, di riportare lo spazio del foglio al bianco. Mentre si passa la gomma, si ha il tempo di cercare la parola giusta o di riannodare il filo del pensiero. La penna richiede più sicurezza.

La matita non è adatta alla scrittura di lunghi testi. La sua punta, quando scorre sul foglio, fa rumore e a me piace scrivere in silenzio. Va temperata spesso per mantenere il segno nitido e leggibile. Il colore grigio della grafite, inoltre, fa disperdere sul foglio. Il tratto della penna è deciso e sopporta meglio le interminabili giornate di chi scrive. Eppure la matita conserva un suo fascino. Frasi brevi, note intime sul diario, note personali sull’agenda e molte poesie preferiscono, sovente, la matita.

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4 pensieri su “Il caffè della domenica: scritto a matita

  1. Ciao a tutti,

    Concordo su quello che hai scritto.. Io a volte scrivo poesie e le scrivo a matita. Mi piace scrivere a matita, è più leggera e a tratti un po’ rumorosa.. le onde delle lettere sono più tondeggianti e a volte sono anche più grandi. Ma per me scrivere a matita è un segno che le cose non durano per sempre. Tutto è mutabile. Come i tratti della matita che a volte si sbiadiscono nel corso del tempo. Ciò che viene scritto si può cancellare e in pochissimi istanti può cambiare il corso delle cose…..

    1. Ciao Lia, grazie per essere passata dal blog!!
      Il tuo punto di vista è molto interessante: mi piace l’immagine dell’onda, che fluisce e rifluisce sul foglio, si snoda seguendo il movimento della mano e la forma della lettera. Hai ragione sul fatto che, cancellando quanto è stato scritto, può mutare il corso dei pensieri e degli eventi. La matita, come la vita, ci apre a scenari imprevisti.

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