Come si scrive (e si dice): ce oppure c’è?

Quando si scrive ce e quando c’è, con l’apostrofo? È un dubbio molto frequente, che si scioglie facilmente conoscendo qual è la differenza tra i due elementi. Si tratta di una differenza che è rinforzata anche dalla diversità di pronuncia, ma che è, in primo luogo, di significato.

Che differenza c’è tra ce e c’è?

Ce e c’è: scriviamoli correttamente

Ce, ne avevo parlato qui tempo fa, è la forma assunta dalla particella ci davanti ai pronomi «lo, la, li, le, ne». Che sia pronome, avverbio o attualizzante rafforzativo, se il ci si trova in combinazione con i pronomi che vi ho indicato diventa ce. Vi faccio qualche esempio:

  • Se vai a fare la spesa, ce la compri una confezione di amido di mais?
  • Quel quadro lì, ce l’hanno regalato.
  • Ce ne vuole di pazienza.

C’è, invece, è la coniugazione all’indicativo presente della terza persona singolare del verbo «esserci». La domanda che ci si può legittimamente porre è se quel ci, contenuto nel verbo, sia pronome oppure no. Ebbene, esserci è un verbo procomplementare. Ciò significa che il ci ha perso il suo valore di pronome, è diventato un attualizzante rafforzativo che si è unito al verbo essere per dare origine ad esserci come lemma, ovvero come parola a sé stante, con significato diverso e autonomo rispetto al verbo essere. Esserci, infatti, significa trovarsi, essere presente in un luogo, rimanere, esistere, raggiungere uno scopo.

A questo punto, visto che quel ci unito al verbo essere è un attualizzante rafforzativo perché non scriverlo accentato e tutto attaccato? Perché tale particella differenzia il verbo esserci dal verbo base essere. Fa da rinforzo semantico al verbo, ma la parte più importante e preminente della parola, quella che le dà significato, è il verbo. Inoltre, mantenerli staccati, rende più facile la scrittura, la pronuncia  e la riconoscibilità delle altre voci verbali coniugate, riferite alle altre persone. Per tali motivi la terza persona singolare del verbo «esserci» è e resta c’è.

Vi faccio qualche esempio:

  • C’è qualcuno in casa domani, se passo, o uscite tutti?
  • C’è la tua amica al telefono.
  • C’è burro in casa?
  • Evviva! Giovanni c’è! Ha trovato finalmente dov’è forata la ruota.

Ce e c’è si pronunciano allo stesso modo?

Tante volte vedo scritto che ce e c’è si pronunciano allo stesso modo, traendone la conseguenza che ciò originerebbe la confusione di scrittura. Non è così: le pronunce sono differenti. Ce si pronuncia con la e stretta (in termini fonetici: ʧé), mentre c’è si pronuncia con le e aperta. Lungi dal generare disorientamento, anzi, le due pronunce ci aiutano a scriverli correttamente.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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