Il congiuntivo è davvero in crisi?

Il congiuntivo è il modo verbale più bistrattato. Ritenuto inutile e ingombrante nel parlato e nei testi informali, viene spessissimo sostituito dall’indicativo. Qualcuno propone di abolirlo, in virtù del principio che, se un cambiamento linguistico avviene per opera della società, sarà senz’altro buono e migliorativo delle capacità comunicative. Da tempo si parla di crisi del congiuntivo: ci si chiede se sia davvero morto, ovvero se il suo uso finirà per scomparire e se l’indicativo, alla fine, in un tempo non molto lontano, lo sbaraglierà. Le ragioni perché ciò non accada ci sono e sono ben fondate.

Questione di registri e di abitudini

Anche se nelle conversazioni quotidiane ci imbattiamo spesso in frasi in cui l’indicativo sostituisce il congiuntivo, in realtà, il congiuntivo non è mai scomparso dallo scritto e dal parlato di livello medio e alto, di registro formale e di tono ufficiale. Un testo didattico o un manuale universitario, un discorso pubblico o le discussioni durante una riunione, un romanzo, un articolo di giornale non sarebbero tali se, quando si deve, omettessero il congiuntivo a favore dell’indicativo.

Il congiuntivo è un modo richiesto e necessario in molte situazioni comunicative per una questione di correttezza grammaticale, di esattezza di pensiero e di efficacia del discorso. Usare il congiuntivo non è un segno del parlare forbito fine a sé stesso né è fare sfoggio ostentato di una superiore conoscenza dell’italiano. Sarebbe una visione riduttiva del congiuntivo, ma soprattutto della lingua, e sarebbe un facile bersaglio, inoltre, di chi il congiuntivo proprio, per varie ragioni, non lo ama.

Usare l’indicativo al posto del congiuntivo non significa semplificare la comunicazione. Anzi, la appesantisce, la rallenta, perché la rende meno comprensibile, e la impoverisce. La lingua è sempre possibilità e scelta e concretizzazione di queste. Non conoscere qual è la natura di un modo verbale come il congiuntivo, perché (e come) lo si impiega ne priva chi parla e scrive di molte. 

Cos’è il congiuntivo

Il congiuntivo è il modo verbale mediante il quale manifestiamo le nostre opinioni e supposizioni, i nostri stati d’animo e sentimenti. Esprime ciò che speriamo, desideriamo, vogliamo o che temiamo. Esprime qualcosa di cui non siamo certi: è possibile che un fatto accada o che sia accaduto, lo pensiamo, ma non ne siamo pienamente sicuri.

«Spero che oggi piova». Il verbo sperare indica che desidero, per un qualche motivo, che oggi arrivi la pioggia. È necessario usare il congiuntivo, perché, pur auspicandolo fortemente, non ho la certezza che pioverà, ovvero che tale fatto accadrà.

Il congiuntivo ha a che fare col modo in cui guardiamo alla realtà, col come la conosciamo, con quanta sicurezza. Ha a che fare col come recepiamo e percepiamo il mondo e con la maniera in cui viviamo delle emozioni e manifestiamo i nostri stati interiori. Arricchisce di toni e sfumature il nostro parlare; rinunciarvi equivarrebbe a limitare la nostra capacità di espressione.

Il congiuntivo è il modo delle possibilità

Imparare a usare il congiuntivo è così difficile?

Tra le obiezioni principali all’apprendimento del congiuntivo vi sono la presenza di molte forme irregolari, difficili da ricordare, e un approccio talora eccessivamente normativo nel suo insegnamento. L’aspetto normativo, in grammatica, è indispensabile, altrimenti si creerebbe il caos. Tuttavia, ciò che conta non è tanto avere delle regole da sapere a memoria, quanto ragionarci sopra e intorno e saperle usare.

Conoscere le regole, sapere che sono state prodotte perché corrispondono a un uso ben definito della lingua non significa che siano diventate antiquate e sorpassabili, argomento, questo, portato spesso a sostegno dell’inutilità del congiuntivo, rinforzato ulteriormente dall’opinione diffusa, anche tra i linguisti, che debba prevalere l’uso sociale della grammatica. In altre parole, le norme possono cambiare oppure piegarsi in determinati contesti, a seconda di come una comunità le mette da parte o le interpreta.

Il congiuntivo è un modo verbale che va studiato nella sua profondità e nella sua ampiezza. Solo in questa maniera si capisce perché lo si adopera e si comprende come riflette un nostro specifico modo di pensare e di vedere e rapportarsi al mondo. Questo tipo di visione richiede un approccio al suo studio pratico, basato su spiegazioni e, soprattutto, su esempi ed esercizi. Altrimenti la grammatica diventa sterile e lontana dalla realtà. Il congiuntivo non è affatto morto, anzi, c’è bisogno di questo modo verbale pieno di possibilità, capace di guardare al mondo in maniera diversa.    

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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