Iniziare a scrivere: come progettare il testo

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Come si scrive un testo? Quali operazioni bisogna compiere? Ne ho già parlato in un post di qualche tempo fa: scrivere è un processo complesso. È un percorso che termina quando il testo composto ci soddisfa e che inizia da due momenti ben precisi, che precedono la fase di stesura vera e propria: l’impostazione e la definizione del progetto del testo e la ricerca e raccolta del materiale che ci serve per stenderlo.

Oggi andiamo a vedere, con questo post, in cosa consiste, in concreto, il primo di quei due momenti, ovvero la progettazione del testo. È la prima operazione da compiere e la più importante. Da essa, discendono tutte le operazioni successive.

Progettare un testo è un po’ come fare l’analisi di un dipinto

Immaginate di essere davanti a un dipinto. Cosa osservate, per primo, quando guardate un quadro? Il soggetto raffigurato, che è ciò di cui la tela parla. Poi vi soffermate sulla tecnica, cioè sulla maniera in cui è stato realizzato: guardate a quale supporto è stato usato (tela, cartone, parete…) e quali colori (olio, tempera…). Nel mentre considerate tutto questo, vi domandate qual è il senso dell’opera, il suo messaggio più profondo e gli altri messaggi particolari che si possono ricavare, e che emozioni regala.

Tutta la comprensione del quadro si basa sullo studio e l’analisi del soggetto, della tecnica, di ciò che vuole comunicare. Attraverso la luce, i colori, le forme, il tipo di prospettiva, la composizione d’insieme, le geometrie, gli eventuali volumi, l’atmosfera ricaviamo il discorso complessivo che quel quadro ci restituisce.

Lo stesso dobbiamo fare quando ci accingiamo a progettare il testo. C’è tutto un insieme di elementi che dobbiamo definire perché si costruisca il nostro discorso. Di cosa vuole parlare, trattare, discutere il mio testo? Quale messaggio offre col suo contenuto e a chi lo comunica? Come, con quali tecniche, lo realizzo? Qual è il suo lo scopo, la sua funzione?

Ci poniamo quelle domande, perché abbiamo bisogno di punti di riferimento per comporre il nostro elaborato. Le risposte che vi diamo definiscono il suo contenuto e la sua struttura e ci indicano la direzione da seguire. Sono una sorta di mappa, di bussola da tenere a mente e riconsultare, anche solo facendo mente locale, quando ci serve. Sono obiettivi che ci prefiggiamo e cui vogliamo arrivare. Andiamoli, perciò, a vedere in dettaglio.

1) Di cosa parla il testo: come definire l’argomento di cui andrò a scrivere

Il primo passo da compiere, quando si scrive un testo, è chiedersi di quale argomento andremo, o dovremo andare, a parlare. Questo è importante, perché l’argomento determina il tipo e la quantità di materiale (dati, informazioni, fatti, idee) che dovrò cercare per scrivere. Una dimensione importante ai fini della ricerca, inoltre, è se trattare ciò di cui sto scrivendo mi è stato richiesto oppure no. Se sto scrivendo un post per il blog, così come l’ho deciso io secondo il mio calendario editoriale, dovrò cercare un certo tipo di materiale e avrò anche più libertà di metodo di ricerca, perché sono partita da una mia idea circa un argomento. Non perdo mai di vista la sostanza e il tema, ma posso spaziare tra le fonti. Se, invece, sto scrivendo perché ho ricevuto una particolare richiesta, la ricerca del materiale è maggiormente vincolata: dev’essere aderente a quanto domandato, altrimenti non potrei rispondere.

Definire l’argomento significa, inoltre, determinare l’angolazione dalla quale trattarlo. Ogni argomento presenta, infatti, molti aspetti che possono essere sviluppati. Se, per esempio, devo trattare dell’inquinamento, dovrò decidere se interessarmi a quello dell’aria, del suolo o delle acque. Se scelgo quello delle acque, mi focalizzo su tutte (fiumi, laghi, mare…) oppure su una sola? Questa scelta definisce con precisione il mio campo di lavoro e, quindi, l’angolazione particolare e specifica da cui studio ed espongo il mio argomento.

2) Per chi sto scrivendo?

Importantissimo è sapere chi leggerà il testo che sto andando a comporre, a chi è destinato. Si tratta di persone che conosco oppure no? Se, per esempio, devo scrivere una relazione di lavoro per un superiore, so bene chi è il mio destinatario. Allo stesso modo, se scrivo una mail a una collega, a un mio cliente affezionato, so a chi sto scrivendo. Se, invece, scrivo un articolo di giornale, un comunicato stampa o un pezzo per un sito internet ho a che fare con un pubblico più vasto che non conosco ma di cui mi immagino caratteristiche e necessità.

Devo anche sapere o immaginarmi quanto ne sanno sull’argomento, se tanto oppure poco, perché mi aiuta a stabilire il grado di approfondimento da dare al mio testo e il filtro culturale che andrò ad adottare. Il filtro culturale è il sistema di conoscenze, idee e concetti con cui analizzo e descrivo la realtà e che applico quindi anche al soggetto di cui sto scrivendo. Se il mio destinatario conosce bene l’argomento, uso un filtro specialistico, altrimenti, se l’argomento non è conosciuto o solo in parte, è meglio adottare il filtro della cultura comune e un linguaggio poco tecnico.

Pronti per progettare il vostro testo?

3) Lo scopo per cui scrivo: la ragione d’esistere del testo

L’ultimo passo per avere una visione d’insieme delle coordinate su cui basarsi per scrivere il testo è questo: chiedersi perché, per quale ragione e per quale scopo, lo sto scrivendo. Se prendete questo mio post, vi accorgete che è scritto perché voglio parlare di scrittura efficace, in particolare di come si inizia a scrivere un testo, e il suo scopo è quello di spiegarlo a chi è in difficoltà nel progettare un testo e non sa da dove iniziare.

Lo scopo, come si evince, è strettamente collegato ai destinatari per i quali scrivo. Scrivo sempre, infatti, per ottenere un certo risultato nei confronti del lettore: lo voglio semplicemente informare? O convincere di qualcosa? Se scrivo la recensione di un libro, è chiaro che desidero far apprezzare il romanzo che ho letto e invogliare il lettore ad acquistarlo e leggerlo a sua volta.

La ragione e lo scopo per cui scrivo determinano il genere di testo che andrò a redigere. Questo, lo vedremo in una prossima lezione, ci facilita molto il compito della stesura: per ogni tipo di testo abbiamo, infatti, a disposizione una o più strutture da seguire per costruire un buon componimento. I modelli non sono mai coercizioni: rappresentano basi sicure da cui partire e in alcuni casi sono indispensabili per scrivere un testo conforme alle richieste. Soprattutto, ci liberano dalla preoccupazione di non saper come fare e di sbagliare.

Ricapitolando

Per scrivere un testo efficace, abbiamo bisogno di una fase di progettazione del testo stesso. Questo significa porsi tre domande fondamentali:

  1. Di che argomento devo trattare, di cosa in concreto devo scrivere?
  2. Per chi sto scrivendo? Chi è il mio lettore?
  3. Per quale ragione e per quale scopo stendo il mio scritto?

Una volta risposto a queste domande, si passa alla fase, successiva, della ricerca dei materiali per scrivere. Ve ne parlerò la prossima settimana su queste pagine nei nuovi post dedicati alla scrittura efficace. A presto!

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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