Come trovare le idee necessarie per scrivere il testo

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Trovare le idee per scrivere il nostro post, un articolo, il testo che abbiamo per le mani è indispensabile, se vogliamo che le nostre righe prendano vita e forma.

Come produrre le idee: un metodo generale

Se volessimo dare una definizione di idea, generale ma valida anche per quando si è alle prese con la stesura concreta di un testo, potremmo dire che un’idea è un contenuto e un prodotto del nostro pensare e la rappresentazione di oggetti reali o concettuali che ci facciamo.

Quando scriviamo, abbiamo bisogno di pensare e di trovare sul momento delle idee, che sono ciò che possiamo dire di rilevante intorno al nostro argomento o tema.

Per sviluppare e dare forma a un’idea, possiamo usare questo processo.

  1. Innanzitutto, porsi delle domande (quante volte ve l’ho detto in questi ultimi post?): una domanda nasce sempre da un problema, cioè da una questione (sì, lo so, è un po’ tautologico usare la parola “questione”, ma prendetela nel senso lato del termine) o da una situazione non ben chiara, su cui si ragiona, si fanno ipotesi e cui si cerca di dare una soluzione o una spiegazione. La risposta che noi diamo al problema è sempre un’idea o è sorretta da almeno un’idea.
  2. Prendersi del tempo per pensare, riflettere, ragionare intorno a quelle domande. Alcune idee nascono per intuizione, molte dopo che si è fatto un percorso di analisi, di ipotesi, supposizioni e congetture, di verifica logica (detto in parole povere: di verifica se l’idea regge oppure no) di quanto pensato.
  3. Pensare con elasticità: battere non soltanto strade note di congetture o di analisi e verifica, ma anche strade nuove e insolite. Per esempio, si può cercare di mettere in relazione cose che conosciamo e che di solito non verrebbe in mente di confrontare o accostare (quanti direbbero che gli alberi parlano e hanno un loro linguaggio? Eppure, qualcuno ha avuto questo guizzo di genio e la questione, questo accostamento tra l’esprimersi degli alberi e i modi di comunicare umani, è stata abbondantemente studiata). Si possono usare punti di vista alternativi, profondamente diversi da quelli abituali. Si possono applicare metafore e similitudini. Si può usare la cosiddetta tecnica del brainstorming, lasciando emergere liberamente ciò che ci viene in mente e lavorando sulle associazioni di idee, oppure l’analisi morfologica, un approccio euristico basato sull’individuazione di parametri e dimensioni importanti per risolvere un problema, ovvero per rispondere alle domande che ci siamo posti.
  4. Scrivere la propria idea nel modo più chiaro possibile e rivederla, se necessario, a mano a mano che se ne cercano di nuove. 

In concreto quali idee cercare?

Esistono molti tipi di idee che possiamo cercare e produrre per scrivere poi il nostro testo. Ve ne illustro alcune tra le più utili.

  • Generalizzazioni: da un insieme di elementi particolari formulo idee di carattere generale. Se una città è piccola, ma è ricchissima di attività culturali, in particolare artistiche, che attirano turisti e soprattutto artisti affermati, allora potrò dire che è un centro di  sperimentazione e innovazione culturale, come molte città di grandi dimensioni e d’abitudine dinamiche sotto tutti i punti di vista.
  • Astrazioni: mi concentro sull’oggetto al centro dell’attenzione del mio pensiero, osservandone e studiandone le caratteristiche e ne traggo dei significati simbolici. Per esempio, se osservo una margherita, mi accorgo che il suo candore, la sua semplicità, la sua bellezza timida ma splendente sono simboli di verità, pazienza e amore fedele. Da un fiore ho astratto delle idee, ricavandole da ciò di cui, per me, è simbolo.
  • Valutazioni: do un giudizio su qualcosa, da un certo punto di vista. Per esempio: se devo parlare di piante facili da coltivare, posso dire, osservando le piante grasse, le loro caratteristiche ed esigenze, che sono adatte anche ai principianti del giardinaggio.
  • Spostamento di angolazione: guardo da un’altra angolazione ciò su cui sto riflettendo per farne una analisi significativa. Per esempio, se sto trattando il problema del traffico cittadino, non mi interessa guardare all’architettura di una città per il suo valore storico, ma per il suo rapporto con gli spazi, se rendono facile dotare la città di servizi pubblici oppure no.
  • Paragoni: accosto una cosa ad un’altra di diverso genere, stabilendo una somiglianza (esattamente come nella similitudine). Tale parallelo e accomunamento va poi sviluppato adeguatamente. Per esempio: le piccole librerie sono come gioielli preziosi. Da lì, svilupperò i concetti di bellezza, capacità di riflettere la luce, di brillare che sono propri delle pietre preziose applicandoli alle librerie indipendenti. Continuerò paragonando il libraio al gioielliere, che svolge il suo lavoro con accortezza, cura, pazienza e amore.
  • Relazioni e confronti: in questo caso, metto in relazione due cose trovando dei legami e delle relazioni tra loro oppure catturando le differenze tra le due. Per esempio, se stiamo parlando della pittura di inizio Millennio e dei suoi temi fondamentali possiamo raffrontarla alla letteratura ad essa contemporanea e trovare i punti in comune, se ve ne scorgiamo, oppure parlare delle differenze, se vi vediamo quelle.
  • Sintesi e visione d’insieme: se considero nel suo complesso il mio tema o una sua porzione consistente, che cosa ne ricavo? Che ne penso? Per esempio, se sto facendo la recensione di un libro, vado a considerare nella loro globalità alcuni temi e punti importanti: come sono caratterizzati i vari personaggi? Qual è lo stile dell’autore? Qual è il messaggio che voleva trasmettere? E così via.

Altri spunti li possiamo trovare usando la dimensione temporale: guardando al futuro o tracciando una conclusione basata su considerazioni storiche. Ecco allora che possiamo dare libero corso a:

  • Previsioni: a partire dalla situazione presente, dagli elementi che la descrivono, ipotizzo come evolverà nel futuro. Per esempio, visto l’attuale comportamento di acquisto della maggior parte delle persone, in futuro prevedo che prevarrà sempre più il commercio elettronico che sarà causa della conseguente scomparsa di negozi e anche delle grandi catene.
  • Immaginare gli scenari futuri: immagino il quadro della situazione per così come ritengo sarà in futuro. Per esempio, cosa accadrà alle città tra qualche anno? Si ingrandiranno sempre più o si tornerà a vivere in campagna? E come?
  • Bilanci storici: ripercorro la storia passata per trarne lezioni e insegnamenti. Per esempio, guardo alle specie animali e vegetali scomparse e ne traggo la conclusione che ciò ha causato un grande impoverimento ambientale.

Possiamo, poi, trovare idee attraverso:

  • Interpretazioni: quando do a un fatto, un evento, a una caratteristica, a un aspetto particolare di un tema, un certo significato. Lo esamino e gli attribuisco il senso che io ritengo più consono e appropriato. Per esempio, se sto leggendo un romanzo e il suo autore traccia un ritratto diretto e indiretto delle regole sociali dell’epoca, ne deduco che le convenzioni erano molto forti ma che lo scrittore non era d’accordo e voleva, con la sua narrazione, contribuire a mutare lo status quo. “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen è un esempio lampante di ciò.
  • Spiegazioni: non mi limito a prendere nota di fatti, eventi, informazioni complesse, situazioni, conoscenze risapute, comportamenti, ma li spiego. Vado cioè a trovare le ragioni del perché stanno così le cose, del perché si è arrivati a certe nozioni e conclusioni o del perché accadono certi fatti. Oltre alle spiegazioni concrete posso anche formulare delle ipotesi, cioè delle delucidazioni e dei chiarimenti fondati in merito, senza però avere tutte le prove che mi servirebbero e senza avere la certezza piena, ma solo ragionevole.

Altre idee le trovo…

  • Dando definizioni: ovvero faccio affermazioni su come un oggetto debba essere inteso. Per esempio: i libri sono scrigni di sapere, sono il terreno per coltivare l’immaginazione e l’avventura fatta carta per chi non può viaggiare.
  • Concettualizzando: dando cioè forma a concetti che ricavo partendo dai dati che ho a disposizione.

Siamo arrivati alla fine di questo lungo excursus sui principali metodi per trovare le idee. Dopo aver raccolto materie prime per la scrittura utili e abbondanti, si può passare alla fase successiva: la loro ri-organizzazione e la stesura di una prima scaletta. Ne parlerò dopo che avrò trattato un problema che affligge molti e che mi sta a cuore: il panico da foglio bianco. Esistono diversi modi per sconfiggerlo, lo vedremo nel post di mercoledì prossimo. Come sempre, se avete domande da rivolgermi, questioni che vorreste approfondire, lasciate un commento qui sotto oppure mandate una mail a federica@scriveregrammaticando.it

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

2 pensieri su “Come trovare le idee necessarie per scrivere il testo

  1. E di idee ne hai tantissime,già si vede da quì. Fantastica la citazione di “Orgoglio e pregiudizio”!!!☺️Mercoledì io….CI SARÒ!

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