Il panico da pagina bianca: come risolverlo

Ovvero come superare il blocco dello scrittore davanti al foglio bianco (a volte persino bianchissimo).

Sei davanti al foglio bianco oppure allo schermo del computer. Hai in mano la penna o continui a fissare con aria interrogativa il lampeggiare del cursore del programma di videoscrittura e non riesci a iniziare. Non sai letteralmente da dove cominciare. Un’agitazione sottile ti sfiora, il dubbio sotterraneo ma palpabile e minaccioso di non sapere cosa e come scrivere ti ha colto. È il panico da foglio bianco. Ha colpito tutti almeno una volta nella vita. Chi è abituato a scrivere, quando lo sente arrivare, mette in atto strategie e diversivi che ha imparato essergli utili. Ma chi è alle prime armi con la scrittura dei testi – o con una scrittura che d’improvviso gli è richiesta in dosi massicce – come può fare per superarlo?

Cominciare un testo è sempre un momento cruciale. La pagina bianca rappresenta tutte le potenzialità espressive che abbiamo in mente e per le mani e tutte le forme concrete che ne deriverebbero. È una sorta di universo nell’istante cosmico immediatamente precedente il big bang.

Per superare il panico da pagina bianca dobbiamo essere consapevoli che il lavoro di scrittura, nel suo momento iniziale di stesura, è un lavoro di messa in ordine. La pagina bianca è come una porta che rappresenta l’ingresso al testo. Noi soli abbiamo la chiave e questa altro non è che il filo logico che col piano del testo vogliamo dare al nostro scritto.

E dobbiamo essere consapevoli anche di un altro fatto: che una lieve sensazione di non saper bene come iniziare è senz’altro positiva. Ci tiene ancorati all’obiettivo ed è una spinta alla nostra creatività, a emergere in tutta la sua forza e chiarezza.

Che cosa fare in concreto per superare il panico da pagina bianca?

Come abbiamo visto, per scrivere un testo, abbiamo bisogno di dati, informazioni e idee. Un testo non si scrive senza materia prima. In primo luogo, dunque, è fondamentale raccogliere con cura il materiale per scrivere e metterlo in ordine. È infatti necessario, dopo averlo collezionato, sistemarlo, sia eliminando quanto risulta superfluo sia predisponendo la scaletta (o piano) del testo.

In secondo luogo, è importantissimo saper gestire bene il tempo. Ovvero, la fase di prima stesura del testo, non va sottovalutato, non è corta. Richiede del tempo per scrivere i vari pezzi come piace a noi e come vogliamo farli arrivare al lettore. Richiede, in parallelo, un lavoro di creazione della coesione del discorso. Testo deriva, infatti, dal latino texere, intrecciare. Le parole sono come i fili preziosi di una tela setosa: lavorati tutti insieme ci danno il tessuto, ovvero il nostro testo scritto. Il foglio è la cornice del telaio e la nostra penna (o tastiera) è la navetta volante, che sui quei fili lavora alacremente.

In terzo luogo, scrivere quando si è riposati. Non solo: isolatevi da ciò che vi circonda e non fatevi distrarre da nulla e da nessuno. Se sentite troppa tensione, poggiate la penna (o togliete le dita dalla tastiera) e concedetevi uno o due minuti per rilassarvi, facendo anche dei bei respiri profondi. Sgranchitevi spalle e gambe.

Quarto consiglio, da mettere in pratica a parte, non sul testo cui state lavorando e che dovete consegnare alla scadenza. Esercitatevi il più possibile al di fuori del lavoro o della scuola. Scrivete mini-testi, dandovi dei tempi e delle consegne definite. Per esempio, provate a scrivere un testo di 100 parole in massimo 20 minuti che contenga tre termini chiave riferiti all’argomento scelto e che sia completo dal punto di vista della struttura (che abbia cioè una introduzione, uno sviluppo e una conclusione). Allenatevi a fare mappe di ogni genere, testuali, semantiche, concettuali. Abituatevi a fare liste. E, soprattutto, fatte quelle mappe, stese quelle liste, imparate a leggere e a trovare i collegamenti tra i vari elementi.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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