Il 29 giugno è la giornata dedicata al Piccolo Principe

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Il 29 giugno è la giornata mondiale dedicata al libro francese più venduto nel mondo, Il Piccolo Principe. Pubblicato nel 1943, ha venduto oltre 200 milioni di copie, di cui 14 milioni in Francia. La scelta di istituire questa giornata oggi non è casuale: si è voluto farla coincidere con i 120 anni dalla data di nascita del suo autore, il 29 giugno del 1900, e non con quella di pubblicazione di questo piccolo grande capolavoro, il 6 aprile 1943, come omaggio al fanciullo che Antoine de Saint-Exupéry è sempre stato e voluto essere.  

Per chi non la conoscesse, Il Piccolo Principe è la storia di un pilota di aerei che, per un guasto al suo aeroplano, cade nel deserto del Sahara. Lontano mille miglia dalle abitazioni e da presenze umane, una mattina lo desta dal sonno una voce che gli chiede «Mi disegni, per favore, una pecora?». È l’inizio dell’amicizia tra lui e il Piccolo Principe, un ragazzino giunto sulla Terra da un pianeta minuscolo, l’asteroide B-612. Il Piccolo Principe gli racconta come è arrivato fin lì, gli parla della rosa e della volpe, gli fa domande, non risponde alle sue e offre le sue considerazioni sulla vita degli uomini. Il libro si conclude col ritorno del Piccolo Principe al suo pianeta e con l’invito del pilota di aerei a chi passasse per il deserto africano e vedesse un bambino che ride, ha i capelli d’oro, non risponde alle domande che gli si pongono, a scrivergli subito per comunicargli che il Piccolo Principe è ritornato.

Vi lascio con una citazione dal quarto capitolo e con l’invito a leggerlo (o a rileggerlo):

Mi sarebbe piaciuto cominciare questo racconto come una storia di fate. Mi sarebbe piaciuto dire:

«C’era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco più grande di lui e aveva bisogno di un amico…»

Per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto più vero. Perché non mi piace che si legga il mio libro alla leggera. È un grande dispiacere confidare per me questi ricordi. Sono già sei anni che il mio amico se ne è andato con la sua pecora e io cerco di descriverlo per non dimenticarlo. È triste dimenticare un amico. E posso anche io diventare come i grandi che non si interessano più che di cifre. Ed è anche per questo che ho comprato una scatola coi colori e con le matite. (…) Mi studierò di fare ritratti somigliantissimi.

Tratta da “Il Piccolo Principe”, di Antoine de Saint-Exupéry, edizione italiana Bompiani 1996, traduzione di Nini Bompiani Bregoli.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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