Come scrivere il testo: la stesura della scaletta

Terminata la fase di ricerca e raccolta di materiali, cioè di idee, informazioni e conoscenze intorno all’argomento di cui col testo andrò a scrivere, ho a disposizione i contenuti che mi servono, quelli che costituiranno il mio testo. Per fare un paragone, ho i pacchi di mattoni, le travi allineate e il cemento per costruire la mia casa pronti davanti a me. Mi manca solo di verificare che non vi siano pietre scheggiate o rotte, che toglierò, e di controllare la robustezza delle travi. Mi manca anche il progetto, ovvero la struttura esatta che darò al mio edificio: fino a quel momento avevo solo una piantina provvisoria, ora ne voglio una disegnata con precisione.

Dopo aver raccolto i materiali per scrivere, ho, infatti, la necessità di rivedere tutti i potenziali contenuti che ho accumulato e, fatto ciò, di stendere una scaletta del testo, ovvero di mettere in ordine i contenuti che ho scelto nella forma di uno schema definito che sarà la mia guida nella stesura. In quest’articolo, ti fornisco le indicazioni generali per costruire la scaletta, valide per qualsiasi tipo di testo tecnico (tecnico inteso come non creativo, non artistico). Non esauriscono tutte le specificità dei generi di testo, nel senso che vi sono moltissime varianti nelle tecniche di costruzione delle scalette dei testi che si possono applicare, ma queste indicazioni ti danno le basi per affrontare la stesura di qualsiasi testo (ed evitarti il panico da foglio bianco). Inoltre, i testi non si scrivono per generi puri, cioè un testo non è mai solo ed esclusivamente di un tipo, lo è in prevalenza. Per esempio, un testo espositivo può contenere parti argomentative e narrative. Nella maggior parte dei casi, i testi sono frutto di commistioni e interazioni tra generi. Ha perciò più senso e importanza lavorare sui principi generali che mi consentono di costruire una scaletta perché poi, appresi, posso modellare il mio schema come meglio credo ed è adatto allo scopo.

Procediamo con ordine e andiamo a vedere in cosa consiste la prima fase della scrittura del testo. Un appunto su questo: molti contributi, online e nei manuali, indicano la stesura della scaletta come una fase di prescrittura. Non lo è. Stai già entrando nel vivo del tuo testo e non può essere perciò considerata un’operazione precedente e separata.

La pianificazione del testo: la revisione dei materiali raccolti

Il primo passo per scrivere consiste nel rivedere quanto hai raccolto: non sempre è il caso di utilizzare tutto. Dopo il lungo lavoro di ricerca svolto, a mente fresca, prendi in esame i tuoi appunti. La prima raccomandazione è di non usare idee e conoscenze che siano di scarso interesse o poco rilevanti per chi ti leggerà. Devi catturare l’attenzione del lettore e mantenerla alta, non lasciartela sfuggire. Elimina i contenuti che si ripetono. Togli anche contenuti che non sono chiari, presentano ambiguità o, addirittura, sono in contraddizione con altri certi. A volte possiamo aver raccolto contenuti molto interessanti, ma che è difficile inserire all’interno del testo perché non si legano bene con gli altri, non si sa letteralmente dove e in che momento raccordarli. Anche se a malincuore, eliminali, sfaserebbero la scorrevolezza del testo e diventa poi complicato riallineare i vari tasselli.

Pronti a scrivere la scaletta?

La scaletta

Come ti avevo suggerito, se hai usato la mappa testuale per il tuo piano di ricerca, i materiali sono già organizzati per aree tematiche e questioni specifiche. Questo agevola di molto la stesura della scaletta.

La scaletta è lo schema essenziale del testo, di come vogliamo disporre i suoi contenuti. È il suo progetto. È lo strumento che guida nella fase di scrittura vera e propria. È la lista dei punti fondamentali nell’ordine in cui vogliamo svolgerli sulla carta, sulla pagina.

Partiamo dal presupposto fondamentale di ogni testo: il testo è una unità di comunicazione compiuta. Questa compiutezza si realizza organizzando ciò che scriviamo in tre parti fondamentali:

  1. Una parte iniziale, l’incipit, di introduzione a quanto si sta per dire, all’argomento che si tratta e si sta andando ad approfondire.
  2. Uno sviluppo centrale, più o meno articolato e dettagliato a seconda del grado di approfondimento che voglio o devo dare e della numerosità scelta dei punti specifici da trattare,
  3. Una conclusione, in cui, per così dire, si chiudono le fila del discorso precedente, si arriva al punto e alla fine del testo.

Vale a dire, in sostanza, che il nostro testo muove da un punto di partenza che decidiamo noi e, attraverso il suo sviluppo, porta il lettore alla sua conclusione.

Ogni parte dello schema, soprattutto quella dello sviluppo centrale, è suddivisa, a sua volta, in più sotto-parti. Per preparare la scaletta devi chiederti cosa andrà in ognuna delle parti e poi cosa andrà in ognuna delle sotto-parti. Può essere un concetto, la descrizione e il resoconto di una fase di lavoro se stai stilando un testo espositivo, un’argomentazione a sostegno di una tesi, un’osservazione, una riflessione, un punto della questione che ritieni fondamentale da trattare e così via.

Nella retorica antica, era la fase di dispositio che si occupava di dare un ordine concreto ai materiali (della cui ricerca e scelta si era occupata la fase dell’inventio), in modo da raggiungere lo scopo, l’obiettivo che ci si prefiggeva di raggiungere col proprio discorso. Nel suo De Oratore, Cicerone aveva stabilito un metodo e dei criteri ben precisi, validi per come era concepito il testo argomentativo all’epoca e per il suo uditorio.

E noi? Al giorno d’oggi, trovandoci a stendere una molteplicità, una variabilità di testi, che criteri possiamo usare per dare il nostro ordine a ciò che scriviamo e portare il lettore per mano lungo tutto il testo e fargli arrivare, comprendere e apprezzare il nostro messaggio?

L’ordine dei punti della scaletta: criteri fondamentali

Di criteri per mettere in ordine i contenuti ce ne sono molti. I principali, che ti consentono di organizzare bene il tuo testo e che puoi scegliere a seconda dell’occasione e del contesto, sono:

  • Criterio cronologico: i contenuti che tratti si susseguono secondo una progressione temporale. Spesso si pensa che questo criterio valga solo per i testi creativi narrativi, in realtà è il caso di testi quali il verbale di una riunione, la relazione su un progetto.
  • Criterio spaziale: devi scrivere una guida turistica? O un articolo di viaggio? In questi casi i contenuti sono presentati in modo da portare il lettore a vedere e percorrere i luoghi di cui si scrive. Per esempio: dalla città alla campagna, dall’inizio alla fine di un sentiero di montagna.
  • Criterio logico: col mio testo espongo un ragionamento. La via più semplice per mettere in ordine i miei contenuti è partire dalle premesse e giungere alle conclusioni.
  • Criterio dell’interesse e dell’importanza: tipico dei testi argomentativi, consiste nello scrivere all’inizio del testo e alla fine, ovvero nei punti in cui l’attenzione del lettore è più alta, i contenuti più importanti e significativi. È un criterio molto usato, per esempio, nel mondo della scrittura per il web ed è noto come il modello della clessidra.
  • Criterio sequenziale: il testo parte da un pensiero, da una considerazione, da una affermazione iniziale, che costituisce l’esordio e riassume in breve la questione fondamentale o, in qualche maniera, la introduce e tutto ciò che scrivo dopo è finalizzato ad arrivare alla conclusione. In altre parole, trovo un filo conduttore e lo seguo senza mai allentarlo. Se sto parlando di tecniche di scrittura, per esempio, il mio filo conduttore potrebbe essere presentare le più efficaci. Presento la prima e, poi, su questa scia, le altre che seguono. Posso fare raffronti tra l’una e l’altra, inserire aneddoti, proporre soluzioni al mio lettore senza mai però sganciarmi dal mio filo. In questo modo, tengo alta l’attenzione del mio interlocutore.
  • Criterio della lista: in apparenza molto semplice, ha il grande pregio di favorire la chiarezza del testo. Va pensato e gestito con attenzione. Si tratta di raggruppare elementi affini in un unico punto della lista e passare da un punto all’altro con semplicità e naturalezza, proprio come si fa con un elenco. Esauriti lo svolgimento e l’approfondimento di un punto, si passa a quello successivo. Per fare un esempio, se devo scrivere un post su come si compone un bouquet, prendo in esame i diversi fattori di cui devo tenere conto per realizzarlo. Tali fattori diventano i punti del mio elenco: l’occasione, il tipo di fiori che posso scegliere per forma e colore, il loro significato nel linguaggio dei fiori, gli abbinamenti e gli accostamenti che posso fare tra loro, la forma del mazzo e le sue regole compositive. Ecco che così ho creato lo schema del mio articolo: mi basta seguirlo per aiutare il mio lettore a capire come si compone un mazzo di fiori.

I principali criteri per stendere lo SCHEMA del testo

Siamo arrivati alla fine del post. Abbiamo visto che per scrivere un testo, dopo aver selezionato con cura i materiali che, con la fase di ricerca, erano stati raccolti, puoi passare all’organizzazione della scaletta. Una volta che hai elaborato il tuo schema, cioè hai un’idea ben precisa delle parti di testo da scrivere, associate a concetti, idee, punti da trattare, e di come le metterai in ordine, puoi, finalmente, prendere carta e penna o sederti al computer e iniziare la stesura del tuo testo.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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