Le mappe mentali: cosa sono, perché (e quando) sono utili

Le mappe mentali sono uno strumento molto usato per studiare e sul lavoro, soprattutto in ambito creativo e nel project management. In questo post, ti descrivo che cos’è una mappa mentale, che funzione ha, quando usarla (e quando no).

Una mappa mentale è un diagramma, cioè uno schema grafico, che serve a rappresentare, in forma visibile, il pensiero nel suo svolgersi e strutturarsi e nella sua dinamicità. La mappa registra graficamente ciò che ha prodotto nel suo articolarsi e svilupparsi mentre procedeva liberamente e per associazioni. La mappa mentale, infatti, è uno strumento a nostra disposizione, che aiuta il dispiegamento dei nostri processi di pensiero e che favorisce le nostre capacità di analisi e riflessione, dando loro una certa forma, mai rigida, né, di fatto, vincolata.


Come costruire una mappa mentale: carta, penna, matita e colori

Per costruire una mappa mentale servono un foglio di carta bianco, disposto in orizzontale, penne, matite, colori e… un soggetto da esplorare e comprendere. In posizione centrale si colloca ciò su cui si sta riflettendo e ragionando: può essere un’idea, un concetto, un tema di interesse, un argomento da studiare o discutere, un progetto, un evento. Il soggetto al centro dell’attenzione va riportato, corrispondentemente, al centro della mappa: va scritto a parole e rappresentato con un disegno molto colorato che lo simboleggi. La doppia rappresentazione serve a stimolare l’immaginazione e la capacità di fare associazioni mentali. Fatto ciò, abbiamo disegnato il primo elemento della mappa, il più importante. A questo punto, dall’immagine centrale si fanno partire diversi rami, i principali, tutti colorati con un colore diverso, e i secondari, più piccoli e sottili, che si generano da quelli principali. Il loro compito è quello di sorreggere le idee, le informazioni, i concetti, i dettagli e i particolari che sono in relazione e collegati al soggetto centrale e che sono stati trovati per associazione. Su ogni ramo va collocata una sola parola chiave e una sola immagine.

I pregi della struttura radiale, di una struttura grafica che cioè si diparte dal centro e si espande ramificandosi, sono essenzialmente due. Innanzitutto, riesce a rappresentare un insieme molto complesso di elementi nella sua gerarchia, ottenuta in modo naturale, seguendo i nostri processi di pensiero. Poiché è strutturata come un albero con tanti rami, ogni elemento della mappa, infatti, trova il suo antecedente gerarchico naturale nel ramo da cui discende. In secondo luogo, la mappa è uno spazio, un territorio libero: si può andare da un ramo all’altro senza essere vincolati a un percorso preciso come nelle mappe concettuali. Se ci vengono in mente altre idee e associazioni le possiamo aggiungere attraverso altri sotto-rami usando gli spazi vuoti. È infine possibile (ma non obbligatorio) aggiungere frecce, linee, collegamenti tra i rami per rinforzare connessioni rilevate ed esistenti o evidenziarne di nuove, che altro non sono che nuove tracce da seguire.

Le mappe mentali sono come alberi pieni di conoscenza

Le mappe mentali sono il frutto dello studio e delle riflessioni sul tema dell’apprendimento che lo psicologo cognitivista inglese Tony Buzan, saggista e consulente in campo educativo, fece a partire dagli anni Sessanta. Egli notò come il modo prevalente di prendere appunti basato sulla linearità delle notazioni non rispecchiasse come ragioniamo. Quando pensiamo, quando cerchiamo idee e quando rielaboriamo quelle di altri, associamo i concetti e le informazioni tra loro e molto spesso li ricombiniamo. Un processo lineare prevede che si segua una logica che porta da un inizio a una fine e questo può andar bene per conoscenze strutturate, non quando abbiamo bisogno di pensare liberamente e con creatività.


A cosa servono le mappe mentali in concreto

Le mappe mentali servono principalmente a riflettere in profondità e in maniera creativa. Aiutano il pensiero a dispiegarsi in tutta la sua potenza e a vedere, letteralmente, come si espande e come si rapporta a quell’argomento o idea. Le mappe non imbrigliano le nostre capacità a un percorso predefinito, lo creano di volta in volta.

In concreto, le mappe mentali possono essere usate:

  • anche in combinazione con altri metodi, per prendere appunti in modo sintetico e creativo del contenuto di un discorso o di un testo scritto (un articolo, un brano, un capitolo o anche un libro intero)
  • per individuare i punti salienti di un discorso, di un dibattito
  • per analizzare un argomento, rintracciandone le sue linee portanti
  • per elaborare le informazioni in modo efficace, in quanto, in una mappa mentale, si lavora per parole chiave e per associazione di idee e concetti, senza perdersi in riassunti, in minuziose descrizioni di particolari trascurabili
  • per ricordare, perché coniugano, potenziandole, memoria semantica e memoria visiva
  • per studiare e apprendere più velocemente, risparmiando tempo
  • per rappresentare le idee che si stanno esaminando, riconfigurandole anche, sulla base di ri-associazioni spontanee
  • per generare idee nuove, attraverso la riflessione e nuovi collegamenti. Le mappe mentali sono molto usate nel brainstorming, soprattutto se non si da dove partire per trovare un’idea
  • per progettare e pianificare, perché permette di ottenere un quadro completo di una situazione (per esempio, se si deve organizzare un evento, la mappa mentale serve a tenere sotto controllo tutto, dal budget agli invitati, sino al post-evento)
  • per trovare soluzioni a problemi complessi, perché consente l’uso contemporaneo e complementare di varie chiavi interpretative
  • per stimolare e mettere a frutto le capacità creative personali: una mappa può essere usata come esercizio fine a sé stesso, per il piacere di disegnare, di abbinare i concetti usando certi stili grafici e certi colori
  • per preparare un discorso, scrivere un testo
  • per definire una strategia aziendale, perché serve a descrivere la direzione da intraprendere e gli obiettivi da conseguire

Il principio su cui si basano: il funzionamento del cervello

Le mappe mentali si basano su un principio molto semplice: seguire il funzionamento del nostro cervello e far lavorare contemporaneamente e in sintonia la parte analitica (emisfero sinistro) e la parte creativa (emisfero destro).

L’emisfero sinistro del cervello è specializzato nei processi linguistici, nei processi sequenziali. Percepisce gli eventi nel loro susseguirsi lineare nel tempo. Ama le liste, i numeri, la concatenazione logica del pensiero. Svolge una funzione logica e razionale, percependo e guardando alla realtà in maniera analitica.

L’emisfero destro, invece, è la parte della nostra mente deputata all’elaborazione visiva della realtà e alla consapevolezza spaziale. L’emisfero destro ha il compito di percepire le immagini, di dare loro una organizzazione spaziale. È l’emisfero dell’immaginazione, dei sogni, dell’interpretazione emotiva della realtà. Svolge, dunque, una funzione immaginifico-creativa.  


Ma le mappe mentali servono proprio a tutto?

Ovviamente no: le mappe mentali non si possono applicare a qualsiasi argomento e a qualsiasi lavoro. Le mappe mentali sono eccellenti quando si tratta di studiare o analizzare argomenti concettuali e di tipo discorsivo. Quando si tratta di temi scientifici o tecnici, che necessitano di molta strutturazione, soprattutto se definiti oppure sequenziali, non vanno bene, bisogna ricorrere alle mappe concettuali, a schemi lineari, tabelle.

Le mappe mentali sono utilizzate spesso per sintetizzare e semplificare le informazioni, presentandole in un quadro sinottico. Quando l’approfondimento richiesto è notevole, la mappa è utile solo in parte: meglio altri metodi (per esempio le reti).

Mappa mentale di una nuova impresa
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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

4 pensieri su “Le mappe mentali: cosa sono, perché (e quando) sono utili

    1. Grazie Giuseppe!! Sì, hai colto il punto: creatività e libertà, al servizio, tra le tante possibilità offerte dalle mappe mentali, della pianificazione e dell’organizzazione!
      Grazie del tuo commento, sei stato gentilissimo e BRAVISSIMO, come sempre! Grazie mille!

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