Le mappe mentali come strumento per il blog: dal piano editoriale alla scrittura dei post

Lavorare ogni giorno al blog richiede, oltre a uno spirito molto pratico necessario per affrontare le attività di back-end e gli imprevisti e a una grande capacità di analisi che non tralasci nulla, un insieme di doti come la creatività, l’immaginazione, l’intuizione, la visionarietà. Sono queste ultime, infatti, che permettono al blogger di avere una strategia chiara e definita e di scrivere con costanza.

Ci sono molti modi per arrivare a creare il proprio piano editoriale e per scrivere i post. Tra questi, le mappe mentali. Naturalmente, non sono l’unico strumento che uso e che è a disposizione. Quando ho bisogno di essere analitica, mi immergo nelle tabelle, nei grafici, stendo un breve riassunto, un punto della situazione, di ciò che ho fatto fino a quel momento e di cosa potrei fare di lì in poi, mi concentro sullo studio di questioni specifiche, con particolare attenzione alle prospettive che intravedo e alle previsioni per i mesi successivi, faccio ricerche e ne traggo conclusioni. Quando, invece, mi serve trovare la giusta intuizione o la giusta idea, mi affido a disegni, singole frasi appuntate sui miei diari di bordo, a spunti che ho raccolto e, anche, alle mappe. Le mappe mentali, secondo alcuni, vanno bene per qualsiasi compito, per ogni sfera dell’agire. Per me, non sono la panacea di tutti i mali ma sono, di sicuro, una possibilità in più per lavorare meglio.


Le mappe mentali per il piano editoriale e per la scrittura dei post          

Le mappe mentali, di cui ti ho parlato l’altroieri, sono, fondamentalmente, uno strumento creativo a disposizione di chi lo utilizza. Sono colorate e flessibili. Sono molto semplici da disegnare. Bastano un foglio bianco, penne e colori e già si può iniziare a ragionare e riflettere su ciò che interessa. I loro campi di applicazione sono tantissimi. Non tutti, come dicevo poche righe fa, ma, tra questi campi di applicazione, c’è anche l’attività di blogging.

Le mappe servono al futuro blogger durante la fase di progettazione del suo blog, servono al blogger alle prime armi, che ha appena inaugurato il suo spazio web, e al blogger esperto, con centinaia di articoli alle spalle. Per quanto mi riguarda, ho riscontrato che sono molto utili, in prima istanza, per definire il piano editoriale del blog e, successivamente, nella gestione quotidiana, quando scrivo i post.

Mappa mentale per il blog
Lo schizzo di una mia mappa per il blog

Le mappe per creare il piano editoriale del blog

Il piano editoriale del blog è un documento scritto che definisce l’identità e la strategia del blog. Va fatto PRIMA di aprirlo, perché contiene tutto ciò che di importante riguarda il blog. Col piano editoriale chiarisco, mettendoli per iscritto, quali sono il tema del blog, il perché l’ho creato, gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, chi è la mia concorrenza (non solo quella diretta ma anche quella indiretta), chi sono i miei lettori, cosa desiderano leggere e trovare nel blog, da dove attingerò il materiale per i miei post (solo esperienza oppure mi devo documentare e come?), quali contenuti andò a trattare e quindi quale sarà il calendario editoriale (no, chi ti dice che piano editoriale e calendario editoriale sono la medesima cosa sta facendo una affermazione errata), lo stile e la personalità del blog.

Compilato il piano editoriale, si potrà, perciò, passare alla conseguente fase di pianificazione del lancio del blog e di tutto quello che, dopo il lancio, verrà fatto sul blog e attraverso il blog.

Vista la complessità del piano editoriale, composto di molte parti, che si ottengono con molte operazioni e attività diverse, le mappe mentali sono un valido aiuto sia per dare un ordine generale ai vari punti che formano il piano sia per svilupparli nello specifico uno per uno, con altre mappe distinte. Per esempio, quando si devono decidere, in concreto, quali contenuti trattare, si pone al centro del foglio l’argomento e intorno si iniziano a scrivere le aree tematiche principali del blog. Ogni area si articola, poi, in sotto-aree, ovvero sia argomenti specifici che correlati associati al principale: è per questi che si andranno a creare delle mappe dedicate a parte.

Creare un piano editoriale aiutandosi con le mappe mentali diventa così più semplice. È vero che, da sole, non bastano, ma sono uno strumento facilmente integrabile con altri. Tornando all’esempio dei contenuti, si possono poi usare le mappe concettuali, quando c’è bisogno di fare ricerche su di una materia da trattare per reperire conoscenze da inserire all’interno del post, le mappe testuali per organizzarle e, infine, una buona scaletta per assemblare il tutto.


L’uso delle mappe per scrivere i post

Come faccio a trovare nuove e buone idee per i post? I modi sono tanti: ascoltare i lettori e le loro necessità, leggere le domande che mi vengono poste nei commenti. Posso attingere da strumenti che mi dicono quali sono le keyword più ricercate. Ma posso anche guardare agli argomenti già trattati e ridefinirli. E la mappa mentale mi serve proprio a questo: a guardare a come ho svolto l’argomento con i vecchi post, a come l’avevo considerato e descritto, e a come, oggi, posso dargli una veste differente (e originale) e a come posso usare questa per scrivere i post.

Posso cercare nuove idee attraverso il brainstorming. Introduco nel blog nuovi argomenti e, ancora una volta, me ne faccio un quadro con la mappa. Li esamino con attenzione, prendendone in considerazione tutti gli aspetti. I risultati che ottengo con la mia analisi diventano la base per generare due tipi principali di post. Se ho condotto bene il mio studio del tema, infatti, posso scrivere un pillar post (pillar è un termine inglese che significa «pilastro», il pillar post è quindi un articolo portante) che genera e regge ulteriori e successivi post di approfondimento.

Il pillar post è un articolo molto lungo (in genere, ma non necessariamente, dalle 2500/3000 parole in su) ben strutturato (ecco perché nei miei post sulla scrittura efficace ho insistito molto sulla preparazione del testo) che tratta un argomento importante, di ampio respiro ma specifico, in tutti i suoi vari aspetti. E lo fa in modo chiaro e completo. Da questo post, nascono poi dei post di approfondimento, che riprendono determinati punti particolari dell’argomento del pillar post, determinati passaggi e nodi concettuali e li illustrano in maniera esaustiva, scendendo in profondità. Per esempio, nel mio Storie in punta di righe sto per andare a trattare di come si compone un perfetto bouquet della sposa. Ho già introdotto l’argomento con un articolo dedicato (molto tempo fa, prima del trasferimento del blog – ma questa è un’altra storia, di cui ti parlerò un giorno) e nel post che pubblicherò tra una quindicina di giorni parlerò di quali fattori debba tenere in considerazione la sposa nel momento in cui pensa al suo bouquet (per intenderci, dei suoi fiori preferiti, del significato che hanno per lei, dei colori e dei profumi che desidera, dello stile del matrimonio, dell’abito che ha scelto). Quello sarà un pillar post, che tratterà l’argomento in modo completo. Poi, alcuni punti specifici scelti andrò, più avanti, a trattarli singolarmente. Come ho trovato l’argomento bouquet da sposa? Conoscendo i miei lettori. Come ho trovato l’impianto generale? Con la mappa mentale. Come ho trovato il contenuto e l’ho ri-organizzato? Ebbene, in questo caso non ho più usato le mappe mentali, ma la clusterizzazione. Il termine deriva dalla statistica e fa riferimento al raggruppamento degli oggetti che hanno una o più caratteristiche in comune. In sostanza, per scrivere i post di approfondimento ho fatto riferimento a tutto ciò che già sapevo e a ciò che ho reperito ulteriormente con le mie ricerche sul bouquet, il mio argomento specifico da trattare. Ho, poi, suddiviso quanto raccolto andandolo a collocare nei macro-punti da svolgere e sviluppare.

Come puoi scrivere un pillar post usando la mappa mentale

Dopo aver individuato l’argomento di cui vuoi parlare, dagli un titolo e collocalo al centro della mappa. Da lì fai partire tanti rami quanti sono gli sviluppi che quel tema ti suggerisce. Ogni ramo diventerà un blocco di testo. Ogni blocco di testo sarà costituito da uno o più paragrafi, a seconda di quanto approfondimento è richiesto dal punto da illustrare. Dai loro un ordine di svolgimento e trascrivili, se vuoi, su un altro foglio, come faresti normalmente per prendere appunti: ecco che dalla mappa sei passato alla scaletta del testo e puoi iniziare a scrivere. Per il contenuto specifico di ogni punto, puoi usare una clusterizzazione breve od ogni altro metodo con cui ti trovi bene.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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