Paragrafo e capoverso: come si articola il testo scritto

Capoverso e paragrafo: facciamo chiarezza su due termini spesso confusi tra loro e, a volte, persino considerati sinonimi.

Partiamo da un concetto molto semplice e, soprattutto, fondamentale. I testi sono il risultato della composizione di unità linguistiche di dimensioni crescenti. Alla base del testo troviamo la frase, formata dalla combinazione di singole parole e che possiamo definire come l’unità elementare di costruzione del testo, sotto la quale non conviene scendere quando parliamo di progettazione e stesura di un elaborato. Dall’unione delle frasi (secondo un certo criterio) nasce il capoverso. Più capoversi costruiscono il paragrafo. L’insieme dei paragrafi costituisce il testo. Se questo è molto lungo, i paragrafi si riuniscono in capitoli a formare il libro. E se il testo è molto, molto lungo, come nel caso di un libro di centinaia di pagine, i capitoli vengono raggruppati in parti.

Ogni scritto, quindi, si articola in blocchi, ovvero in tante frazioni, ciascuna con una propria funzione. La strutturazione del testo in blocchi risponde, infatti, all’esigenza di organizzarlo in modo ordinato, preciso, e pieno di significato. Riflette, inoltre, la sua strutturazione per argomenti e temi, così come è stata decisa da chi sta scrivendo. Rende, infine, più facile la lettura, perché il lettore, in un testo strutturato per paragrafi e capoversi, si trova di fronte non a un muro di testo compatto, che lo disorienterebbe, ma a uno scritto curato, ben distinto nelle sue parti e in grado di guidarlo al suo interno.


Che cos’è un paragrafo e come lo si può definire

A seconda dell’angolatura da cui lo si guarda, ci sono diversi modi per definire cos’è un paragrafo. Il paragrafo, dal punto di vista della composizione grafica, è ciascuna delle parti in cui si suddivide un capitolo. In un’opera letteraria o in un manuale, è accompagnato spesso un titolo, che ne facilita l’individuazione (pensiamo a un manuale tecnico, senza titolazione dei paragrafi ci si perderebbe tra un capitolo e l’altro e dentro ad ogni capitolo).  

Quando il titolo non c’è, perché non ve n’è bisogno, il paragrafo è individuabile dalla spaziatura che lo separa da quello precedente.  

Il paragrafo, se invece lo osserviamo dal punto di vista del contenuto, corrisponde a un’unità di pensiero. È una esposizione compiuta su un dato punto, tema, momento, in cui si può riconoscere lo sviluppo di un’idea (o di una sua parte) in maniera chiara e coerente. Il paragrafo è quindi una unità fondamentale del testo, perché è un insieme equilibrato e ben proporzionato di informazioni. E contribuisce all’avanzamento e alla progressione del contenuto e del significato dello scritto complessivo. Ogni paragrafo è, infatti, distinto dagli altri ma è in rapporto con questi, in quanto, tra un paragrafo e l’altro si creano legami di senso, di idee e di concetti.


Che cos’è il capoverso

Il termine capoverso, composto di capo, cioè «inizio», e verso, cioè «riga», indica il primo verso di una strofa o di una poesia (in quest’ultimo caso, il capoverso funge da titolo quando il poeta non l’abbia messo). In prosa indica il primo rigo di un periodo separato dal precedente da un punto e a capo e, per estensione, l’intero blocco di testo, compreso tra un accapo e l’altro. L’accapo è, nella scrittura e nella composizione tipografica, il passaggio alla riga successiva.

Dal punto di vista grafico, ogni capoverso comincia con una rientranza. O meglio, dovrebbe: per motivi tecnici o estetici la rientranza viene spesso omessa. Se noti, nel blog non la uso e ogni capoverso è separato dall’altro da una leggera spaziatura (mentre i paragrafi si distinguono tra loro perché sono dotati di titolo e, spesso, separati da una lineetta). Si tratta di una convezione grafica che ho assunto, perché ti rende meno faticosa la lettura.

Libro aperto sui capoversi di un paragrafo
Le pagine di un libro si raggruppano in capitoli e si articolano in paragrafi e capoversi

Il capoverso è costituito da una o più frasi ed è una frazione omogenea e organica del discorso – del paragrafo, che comunica un’idea o una informazione o una nozione unitaria. Ciò significa che esprime una unità di significato. Dev’essere perciò scritto in modo compiuto e, soprattutto, coerente. Per esempio, se in un testo devo descrivere in breve le caratteristiche fisiche di una rosa, dedicherò un capoverso al parlare del fiore (forma del bocciolo, tipo di petali, tipo di corolle e colori), un capoverso per le foglie (forma, quantità sui vari steli), uno ai rami (come sono fatti, come distinguere quelli da fiore e quelli di vegetazione e da legno, i vecchi dai nuovi, quali potare) e un altro ancora al profumo. Non mescolerò i quattro argomenti, ma li svilupperò, in maniera sintetica, separatamente. Tutti insieme formeranno il paragrafo sulle caratteristiche descrittive fisiche della rosa.

Il capoverso è lungo, in genere, da poche righe a una o due decine ed è l’unità di base del paragrafo. Ogni paragrafo è, infatti, costituito da uno o più capoversi.


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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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