Come preparare la scaletta per scrivere un ottimo testo

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Prima di iniziare a lavorare in concreto sul testo, prendendo carta e penna o picchiettando sulla tastiera del computer, è fondamentale prepararne la scaletta. Non una scaletta generica ma quella che reputi più adatta a trattare l’argomento di cui devi scrivere e a comporre un testo capace di comunicare con il tuo lettore (e, anche, che gli piaccia). La scaletta è lo strumento cardine della scrittura efficace e della scrittura professionale. Ti serve a portare a termine il lavoro di redazione del testo con meno fatica e ostacoli, ma soprattutto rende il tuo scritto migliore: ricco di contenuto e di senso, chiaro, pulito e ordinato.

Di cos’è la scaletta e di come farla ne ho già parlato qualche tempo fa. Vorrei però con questo post ribadire un concetto importante: la scaletta costituisce, di fatto, il testo e il messaggio che vuoi portare al lettore. Contiene già tutto (o quasi) ciò che dirai e in che maniera e fa trasparire e percepire l’idea centrale cui ogni tua frase s’ispira.

Stendere la scaletta significa pensare, perché scrivere è innanzitutto, per sua natura, pensare. È riflessione, ragionamento che prende forma sulla carta. Preparare la scaletta aiuta a scegliere con criterio – quindi: pensando e ragionando – i dati a disposizione e le idee che hai in mente e dar loro una struttura, una veste di un certo tipo per un determinato scopo. Non è un semplice schema o un espediente per organizzare il lavoro di scrittura in modo da fare in velocità o, peggio, in fretta. È il testo pronto a prendere vita sul foglio.

Scopriamo insieme l’ABC della scaletta del testo

Quali metodi si possono impiegare per fare la scaletta?

I metodi per creare la scaletta del testo sono tanti e ognuno di noi ha il proprio. Puoi disegnare una mappa mentale. Puoi tracciare una mappa concettuale. Puoi fare un elenco, numerato oppure no, di punti che corrispondono ad argomenti e temi (la differenza tra argomento e tema te la spiego tra poco). Puoi usare il clustering (o clusterizzazione che dir si voglia), cui ho già accennato in un post a proposito del piano editoriale e della stesura degli articoli del blog. Il clustering è una tecnica di costruzione della scaletta che vale non solo per i blogger in gamba, ma per chiunque debba scrivere un testo che rientri nell’ambito della comunicazione professionale efficace. La tecnica del clustering  proviene dall’analisi matematica e dalla statistica, dove viene usata per suddividere un insieme di dati in gruppi di elementi che presentano una o più caratteristiche in comune. Poiché la scaletta raccoglie i contenuti più adatti tra quelli reperiti e ottenuti in fase di ricerca e li riorganizza in gruppi secondo il ruolo che svolgeranno nel testo, fissandoli in un ordine preciso, si può usare il metodo del clustering per accorpare i materiali per argomenti e sotto-argomenti a essi correlati e per temi e sotto-temi associati e per stabilire il grado di importanza che i vari argomenti e temi hanno l’uno rispetto all’altro. Il clustering è utilissimo per definire i confini di paragrafi e capoversi. Ogni cluster, in linea di principio, dà vita a un paragrafo (o a un capitolo di libro, se si tratta di un testo lungo). Ha infatti un suo ordine interno e un suo filo conduttore. Chi è molto allenato, per un testo breve, clusterizza idee e materiali senza bisogno di usare il foglio (sì, io lo faccio a mente se il post è breve, per esempio per questo sul tulipano ho fatto così). Per testi medi o lunghi, complessi, elaborati servono carta e penna (e possono anche volerci diversi fogli per organizzare tutto il materiale).

Qualunque sia lo schema scelto per stendere e disegnare la scaletta, il concetto fondamentale è uno: hai una struttura basilare che, per ogni punto, ti aiuta a vedere come hai pensato, rielaborato, espanso, sviluppato e assemblato idee e argomenti.

La scaletta è immutabile?

La scaletta non è immutabile ed è un bene che non lo sia. È un canovaccio che ti fa da guida. Puoi aggiustarla dopo averla preparata o anche stenderla una seconda volta se la prima versione ideata non ti convince. Ed è aperta perché durante la redazione del testo è possibile aggiungere ciò che ti potrà venire in mente: una nuova idea, una riflessione o un punto di vista più preciso, la ripresa di una intuizione che adesso calza, l’inserimento di un pensiero che ora, con la scrittura, si è sviluppato con chiarezza.

Lo schema generale cui ogni scaletta si conforma

Per quanto precisa e articolata sia la scaletta specifica per il testo che hai deciso di scrivere, c’è uno schema generale che deve comunque rispettare. Questo schema generale è la cornice e la tela bianca che hai davanti a te mentre la scaletta particolare è il dipinto pieno di colori che vi andrai a realizzare. Come la cornice abbellisce, mentre lo contiene, il quadro e la tela permette la stesura dei colori, così lo schema generale rende solido il testo da svolgere e ne assicura l’equilibrio.

Lo schema generale prevede che il testo sia suddiviso in tre parti principali:

  • L’inizio
  • Lo svolgimento o sviluppo
  • La conclusione

È su questo schema guida di fondo che la scaletta specifica del testo particolare andrà a inserirsi.

La scaletta realizza i principi fondamentali su cui si basa il testo

I principi che fondano e reggono il testo sono: chiarezza, completezza, coerenza, coesione. E la scaletta pensata con arte e cura li realizza tutti quanti. Grazie alla scaletta, infatti, il testo scorre, è agevole da leggere fino alla fine e il tuo lettore riconosce e segue con facilità il filo del discorso.

Scendendo in dettaglio, la scaletta realizza la chiarezza, perché dà ordine e armonia al testo. Realizza la completezza, perché uno schema ben tracciato include tutte le idee, le informazioni e i concetti di cui ha bisogno il lettore. Ti permette di presentarglieli e svilupparli nel loro evolversi secondo le tue intenzioni comunicative. Realizza la coerenza perché la scaletta è una struttura molto articolata composta da tanti pezzi che sono però legati l’uno all’altro secondo criteri di disposizione scelti e un filo conduttore. In questo modosi crea una relazione tra le parti del testo e continuità e progressione di senso. Il lettore non si chiede perché, in quel punto, stai parlando di una data cosa. Coglie il significato unitario dello scritto e la sua idea centrale e ti segue nel tuo muoverti e avanzare tra le righe per presentargliela. Realizza la coesione, perché una struttura chiara del testo rende poi più facile usare i collegamenti grammaticali e lessicali che mettono in corrispondenza e in rapporto i concetti e le informazioni.

La scaletta realizza, infine, oltre a quelli già visti, un altro importante principio, quello costitutivo di tutti i testi: la gerarchia. Ad ogni concetto, idea, problema, analisi inseriti nella scaletta corrisponde un paragrafo (o, a volte, più di uno) e ad ogni capoverso del paragrafo corrisponde una spiegazione, un insieme di dati e informazioni, un esempio, una enucleazione collegati a quel punto. E ogni paragrafo trova il suo posto secondo quanto stabilito dalla scaletta.

Argomento e tema: che differenza c’è?

Quando stendi la scaletta, qualsiasi sia il metodo che hai seguito, stai dando un ordine, un’organizzazione al testo, cioè ai blocchi che lo compongono. Questo significa che ad ogni blocco hai dedicato la trattazione di un tema oppure di un argomento. Ma che cosa sono l’argomento e il tema?

L’argomento è un fatto, un evento, una situazione, un problema, una questione cui dai esposizione, un‘informazione che tratti, un soggetto che prendi in esame per ciò che è. Il tema è l’argomento unito a un’idea, un pensiero, un punto di vista, un giudizio. Il tema ti espone personalmente, perché è come vedi tu quell’argomento, come lo percepisci e lo vuoi far percepire al tuo lettore. Significa riferirlo supportandolo con ragionamenti, spiegazioni, approfondimenti, dettagli e soprattutto dandogli l’angolazione e le sfumature che tu hai deciso di dargli.

Come ordinare i punti della scaletta

La scaletta si realizza mettendo in ordine i punti da trattare secondo alcuni criteri guida di riferimento. I principali sono:

  • Criterio di ordinamento delle parti del testo cronologico: i contenuti che tratti, gli avvenimenti che presenti si susseguono secondo una progressione temporale e nell’ordine in cui si sono verificati, come, per esempio, faresti nei testi regolativi, nelle relazioni, nei verbali di riunione;
  • Criterio di ordinamento delle parti del testo spaziale: è presente nei testi che hanno a che fare con i luoghi e gli ambienti. Per esempio, una o un travel blogger usa in prevalenza il criterio dell’ordinamento spaziale perché descrive i luoghi che ha visitato secondo l’itinerario compiuto e che trova ideale anche per il suo lettore, invogliandolo a fare lo stesso percorso. Oppure chi deve fare la relazione su una fabbrica che ha visitato o sul luogo che dovrà diventare il nuovo insediamento produttivo di un’azienda adotta un canone di composizione della sua relazione di tipo spaziale.

Si tratta, infatti, in tutti questi casi, di tracciare la ricostruzione di uno spazio a partire da un punto di vista, che può essere fisso ma meglio ancora mobile, e di seguire l’ordine di esposizione, che può andare dal generale al particolare oppure dall’esterno verso l’interno (o viceversa) oppure da un dettaglio che ritieni importante a tutti gli altri, più significativo per il proprio lettore.

  • Criterio di ordinamento delle parti del testo descrittivo: le parti del testo sono pensate per descrivere, cioè dare un’immagine, di persone, ambienti e luoghi (il criterio descrittivo differisce da quello spaziale perché aggiunge molti più particolari o si sofferma solo su alcuni, tralasciando gli altri), cose, animali, eventi naturali, scene, situazioni. Per esempio, se sei una fashion blogger, devi essere capace di realizzare una descrizione di abiti e accessori precisa oppure originale (non in maniera letta e riletta già da altre parti, con uno stile trito e ritrito) in maniera da dare valore all’abito o agli accessori di cui stai parlando.
  • Criterio di ordinamento delle parti del testo crescente oppure decrescente: le idee sono disposte secondo la loro importanza e forza, ovvero secondo una gerarchia. Questo è un criterio da seguire, in particolare, per i testi argomentativi. Se decidi di seguire un ordinamento crescente, devi porre gli argomenti meno importanti, meno decisivi e incisivi, all’inizio, mentre con quelli più robusti concludi il tuo ragionamento. Quest’ordine è utile quando vuoi esortare e convincere il destinatario dello scritto a compiere certe scelte e azioni subito e senza indugio. Nell’ordinamento decrescente, invece, cominci il testo partendo dagli argomenti più evidenti e solidi e lo termini con quelli più delicati. Sebbene il rischio possa essere quello di una conclusione del ragionamento debole, il grande vantaggio è che puoi convincere il tuo destinatario subito, con le prime argomentazioni, che riconosce fondate e molto attendibili.  
  • Criterio di ordinamento deduttivo: è tipico dei testi giuridici, scientifici, di molti articoli di giornale. Il testo inizia con un’affermazione generale (che nel linguaggio filosofico chiameremmo premessa) che racchiude l’idea centrale, che vai poi ad illustrare e spiegare con considerazioni particolari, esempi, casi concreti e specifici. 
  • Criterio di ordinamento induttivo: è l’inverso del precedente. Fai partire il testo da una considerazione particolare allo scopo di arrivare a una più generale attraverso la presentazione di una serie di dati, esperienze, osservazioni, esempi, aneddoti, fatti specifici. In sostanza, la conclusione che trai ha una portata e una valenza più ampie dei singoli casi esaminati col ragionamento.

Gli errori più comuni quando si stende la scaletta e come rimediare

Quando si stende la scaletta, soprattutto le prime volte, ci sono alcuni errori che potresti compiere e ai quali è bene prestare attenzione. Ma non ti preoccupare: a tutto c’è rimedio.

  • Fai, innanzitutto, attenzione alla formulazione dei punti da trattare: non deve essere troppo generica e ti sconsiglio di usare una notazione sintetica. Meglio scrivere una breve frase molto chiara e precisa per ogni punto.  
  • Se usi la struttura a elenco, non fare una lista di punti uno dietro l’altro, ma raggruppali sia tenendo conto della posizione che andranno a occupare (introduzione, corpo centrale del testo e conclusione) secondo lo schema generale di ogni testo, sia secondo il criterio preciso che stai usando. Usa fogli in formato A4, meglio ancora in formato A3.
  • Non confondere punti e sottopunti: i punti principali della scaletta sono sempre (o quasi) articolati in sottopunti che li sviluppano o aggiungono informazioni. I primi diventeranno i paragrafi, i secondi i capoversi.
  • Rammenta di mantenere l’equilibrio: in una scaletta tutti i punti devono trattare un’idea, un argomento. Devono cioè essere pieni di contenuto. Questo non dipende dalla loro lunghezza, ma dalla qualità dell’informazione che racchiudono.  
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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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