Professione blogger: il tuo sogno diventa il tuo lavoro

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Hai una passione e un sogno: aprire un blog e farne il tuo lavoro.

Vent’anni fa, il mondo del blog era ai suoi albori. Chi si affacciava a quell’universo apriva davvero una scatola delle meraviglie, in cui tutto era ancora in fieri: da fare, costruire, scoprire e innovare. Nel 2020 aprire un blog è diventato decisamente più facile e alla portata di chiunque lo voglia, soprattutto se opta per soluzioni gratuite per le quali bastano una mail, una password e pochi clic, che ti sconsiglio fermamente se vuoi lavorare seriamente col tuo blog e diventare blogger professionista.

Costruisci il tuo blog

È qui, infatti, il punto: non si fa il blogger o la blogger, si è blogger. Non è intraprendere un mestiere come un altro. E non è cavalcare l’onda di una moda. O, peggio, un provare. Il blogger ha una passione, la vive e desidera comunicarla. E, nel comunicarla, nel coinvolgere gli altri, col condividerla, la trasforma in un lavoro. Conoscenza, competenza, determinazione, resistenza e, ancor di più, resilienza, elasticità: queste le doti che sono richieste al blogger, le qualità che devi possedere o sviluppare per riuscire. Perché il cammino del blogger è lungo, inizia come una strada in salita e prosegue diventando una vera e propria scalata verso la vetta.

Raggiungere la cima richiede un impegno quotidiano, attitudine e inclinazioni eterogenee tra loro: talento, capacità di scrittura, passione infaticabile, esperienza, capacità di analisi dei dati e del mercato di riferimento, capacità di previsione, di gestione quotidiana delle differenti attività che l’avere e curare il blog implica. Il blogger è, oltre a essere primariamente chi apre un blog e ci pubblica i suoi articoli, un imprenditore o un’imprenditrice nel settore del digitale e un manager a tutti gli effetti. Deve saper tenere insieme tutto. Ha un piano editoriale e una visione strategica e li realizza. Come dico sempre: quando apri il blog, è perché hai entusiasmo, passione E piedi per terra, per sapere dove andare e come arrivarci.

Quando apri il tuo blog, devi essere consapevole che non esistono scorciatoie: le difficoltà all’inizio non mancano e il successo non arriva facile. L’impegno è tanto, i momenti di sconforto e frustrazione arrivano, così come chi, non vedendo risultati nella sua opinione apprezzabili, ti guarderà con un sorrisetto e ti dirà che non stai andando da nessuna parte e che devi prendere atto del tuo evidente fallimento o, nel migliore dei casi, ti dirà che sì, idea carina la tua ma non ce la farai mai. E, invece, no: tu sei blogger e sai che ce la farai, perché ci credi, perché questo è il lavoro che desideri fare, è la tua vita.


Chi è il blogger e cosa fa

Blogger è chi crea e cura un blog. Il blogger scrive testi che propone ai suoi lettori pubblicandoli sul suo blog. Stende i contenuti per le sue pagine, gli articoli e i post relativi all’argomento per cui ha fondato il blog, i testi delle infografiche, le newsletter. Si occupa anche di scegliere le immagini a corredo dei suoi post e delle pagine. Fa l’editing dei suoi testi (inclusa l’ottimizzazione per i motori di ricerca, la SEO). Risponde ai commenti (anche sui social) e alle mail dei suoi lettori.

Questa è l’attività principale del blogger, quella fondamentale (con un termine inglese potremmo dire la sua core activity) che lo definisce come figura professionale. Tutto il resto, discende da questa. Te ne riparlerò presto.  


Un blog personale è un blog professionale

Nemmeno a dirlo: il blog è tuo, il blog sei tu. È il posto da cui condividi con gli altri la tua passione, ciò che sai e che sai fare, gli ideali e i valori che vuoi trasmettere. Un blog personale, se vuoi fare sul serio questo mestiere, deve essere un blog professionale. Impostato, perciò, in una certa maniera, seguendo determinati criteri.


Il blog professionale: gratuito o self hosted?

Vuoi aprire un blog professionale? E ti stai chiedendo come cominciare? Ti stai chiedendo se sia il caso di scegliere una delle tante piattaforme gratuite disponibili che esistono nel web? La mia risposta è: se vuoi un blog veramente tuo, veramente personale, scegli un blog self hosted. Se vuoi un blog personale, deve essere uno strumento tuo, quindi professionale: scegli un blog self hosted.

La soluzione gratuita è molto semplice: decidi un nome per il tuo blog, ti registri con la tua e-mail e sei online. Tanta facilità ha il rovescio della medaglia: non sei proprietario né del nome del tuo blog (nell’indirizzo compare il nome del provider che ti ospita sulla sua piattaforma: tecnicamente si tratta, infatti, di un dominio di terzo livello, scritto come nomedominio.nomedelprovider.com o .it o un’altra delle estensioni possibili offerte) né dei tuoi contenuti, che con tanta attenzione, cura e impegno hai prodotto. Non puoi personalizzarlo come vorresti (puoi scegliere la veste grafica tra un insieme di temi gratuiti, che però poi non puoi modificare e adattare alle tue esigenze). E il blog è pieno di pubblicità, che non puoi togliere a meno che tu non passi al piano a pagamento, che, in ogni caso, ti pone numerose limitazioni.

Del blog self hosted, invece, sei proprietario. Significa che sei proprietario del dominio (il nome del tuo blog, l’indirizzo che consente a chi lo digita di raggiungere il tuo sito web) e di tutti i contenuti che posti. Questo puoi farlo perché, oltre al dominio, hai acquistato un servizio di hosting, ovvero uno spazio all’interno del quale sono ospitati i file e il database che compongono il tuo sito e lo rendono visibile e disponibile agli utenti su internet. Per quanto mi riguarda, personalmente ho scelto come hosting Siteground. L’assistenza clienti è rapidissima e, soprattutto, sono sempre molto gentili, disponibili e ti ascoltano con molta attenzione (e pazienza, ti assicuro: rispondono a ogni domanda – e io ne pongo sempre molte). E poi volevo che i miei siti fossero veloci e sicuri: l’impegno di Siteground ad assicurare la migliore velocità di caricamento del sito e a garantire la sua sicurezza è massima. E visto che io ho sempre usato WordPress come CMS, Content Management System, e che i server di Siteground sono ottimizzati per WordPress, l’ho scelto per i miei blog.

Anch’io avevo iniziato anni fa su una piattaforma gratuita. All’epoca, presa dall’entusiasmo e dalla voglia di aprire il mio blog optai per una soluzione pronta e che sembrava conveniente: un servizio a costo zero e che mi consentiva di essere online subito. Lessi e ascoltai anche qualche consiglio che sembrava giusto. Ma… sembrava, appunto. E ciò che sembra, molto spesso, non è.

Quando questo blog ha iniziato a crescere, quando la voglia di ridare la bellezza originaria al mio Storie in punta di righe si è fatta sentire e quando ho iniziato a pensare a nuovi servizi da offrire ai miei clienti ho avuto la necessità di passare a un blog di proprietà. Solo così potevo realizzare davvero, in tutto e per tutto, il mio progetto. Sulla piattaforma gratuita non potevo cambiare aspetto ai blog come volevo, non ero in grado di inviare newsletter perché non potevo né creare un modulo specifico e nemmeno un pop-up affinché le persone interessate potessero iscriversi alle mie liste né potevo installare un programma per il loro invio. Non avevo una mail del sito che mi rappresentasse chiaramente. Qui, invece, puoi scrivermi a federica@scriveregrammaticando.it o a info@scriveregrammaticando.it. In breve, ho realizzato in un battibaleno che quello che sembrava mio… non lo era! E che il mio progetto sarebbe rimasto a metà, perché non avrei mai avuto i mezzi a disposizione per portarlo al livello dei miei obiettivi. Ma i blog e tutto ciò che avevo costruito non potevano restare “a metà”. Che cosa dovevo fare per completarli? Acquistare il nome dei miei domini, uno spazio di hosting per usare wordpress.org e l’ho fatto, per i motivi che ti ho detto, su Siteground, e dar loro la struttura e la fisionomia che desideravo avessero.

Dopo che effettuato il trasferimento dei blog dalla vecchia piattaforma all’hosting provider (se vuoi, puoi affidarti al loro servizio di trasferimento professionale, ma puoi anche, con attenzione, fare da sola o da solo), l’impatto del cambiamento è stato notevole. I blog erano diventati davvero miei: realizzarlo è stata una soddisfazione enorme, più di quanto avessi immaginato. Sebbene mi sia dovuta occupare di cose per me completamente nuove (come, per esempio, installare i plugin e imparare a usarli), ho dato forma ai miei blog come la cercavo e li ho visti rinascere. È cambiato il contatto con le persone, grazie soprattutto alla newsletter. È stata e lo è tutt’oggi un’avventura bellissima e straordinaria (e non tornerei mai indietro, con buona pace di chi mi rivolgeva il sorrisetto di compatimento).

Oggi se vuoi essere un blogger, una blogger professionista, se vuoi trasformare la tua idea in un successo, devi avere passione, talento e capacità di scrittura, attitudine imprenditoriale e manageriale (che puoi sempre sviluppare e che ti è necessaria per avere la visione strategica del tuo business) e un blog tutto tuo. E… molto altro di cui ti parlerò presto. Ma ricordati sempre, prima di tutto, che per un sogno vale la pena di lottare.

Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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