Cos’è un blog self-hosted

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Con questo post inauguro una serie di brevi articoli dedicati alle parole del blogging: una volta alla settimana ti parlerò di un termine relativo al mondo del blog, spiegandotene il significato e l’importanza. Per consultarli tutti, ti basterà cercare la categoria il glossario del blogger. Ma bando alle ciance, cominciamo con il termine self-hosted.


Che cos’è un blog self-hosted?

Il blog self-hosted è un blog che viene realizzato grazie all’acquisto di un dominio personale e di un hosting di proprietà.  

Il dominio è il nome dello spazio web ben preciso e determinato che occupa il tuo blog. È il nome che hai deciso per il tuo blog. È l’indirizzo web unico (non esistono due siti al mondo con lo stesso identico dominio) e univoco che le persone digitano nella barra degli URL del browser per accedere al tuo sito internet.

Dal punto di vista tecnico, il dominio è identificato da un indirizzo IP numerico ovvero da un insieme di numeri che sono poi tradotti nell’indirizzo www.nomedeltuodominio.it. Il nome del dominio è importantissimo: è un elemento fondamentale perché avvenga l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca. Il nome del dominio va acquistato da un provider, cioè da una azienda accreditata per vendere spazi web e registrarli col loro nome.

Il nome di dominio è il primo passo per aprire un blog self-hosted: occorre acquistare un servizio di hosting (di solito nella forma di un piano annuale) da associarvi. Il blog ha infatti bisogno di uno spazio fisico in cui salvare il suo database e tutti i file che lo compongono e di una infrastruttura che lo renda disponibile su internet (tradotto: che lo renda disponibile a chi lo cerca o ne cerca i contenuti).

L’hosting, quindi, è il servizio che permette di rendere il blog e tutte le sue pagine visibili e raggiungibili sul web. I web host sono aziende che mettono a disposizione di chi vuol creare il proprio blog o sito, i propri server: sia come hardware, ovvero come rete fisica di computer, che di web server, cioè come applicazione software che gestisce e processa le richieste di trasferimento delle pagine del blog o sito fatte dai browser (tecnicamente detti client).


Perché dovresti aprire un blog self-hosted?

In circolazione ci sono molti servizi di hosting gratuito. Perché optare per una soluzione self-hosted? Il motivo è semplice: se vuoi creare un blog che sia preso sul serio dai motori di ricerca e dai tuoi lettori, scegli un hosting a pagamento, ovvero un blog di tua proprietà.

Le piattaforme gratuite sono Software as a Service (SAAS): offrono una soluzione all-in-one. Forniscono gratuitamente l’hosting e la componente software per costruire il tuo sito web. Ma c’è un ma: ti devi limitare all’uso dei loro strumenti e modelli. Non hai accesso al codice per personalizzare il blog (e se ce l’hai è soggetto a limiti anch’esso). Inoltre, ci sono molti vincoli anche nel tipo di miglioramenti e personalizzazioni che puoi apportare.

Un blog self-hosted, invece, è tuo, veramente tuo. Puoi costruirlo e gestirlo come desideri. Puoi fare tutte le modifiche che vuoi. Gli dai la veste grafica che ti piace. In breve: gli dai la tua impronta. È vero che sei responsabile della sua manutenzione e della sua sicurezza ma con un buon servizio di hosting (ed è per questo che ho scelto SiteGround, perché l’attenzione al profilo della sicurezza è grandissimo, dal certificato SSL gratuito al software antimalware, passando per backup quotidiani che ti assicurano, dovesse succedere qualcosa al tuo sito, un suo rapido ripristino) sei al riparo da un sacco di problemi, anche quelli difficili da risolvere.

La differenza tra blog gratuito e self-hosted è, inoltre, evidente dal punto di vista della SEO: un blog gratuito riceve meno traffico organico da Google e altri motori di ricerca. I motori di ricerca prediligono i domini registrati.

Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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