La stesura del testo: coesione e architettura semantica

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I retori antichi chiamavano la fase di stesura del discorso elocutio. Era la terza delle cinque fasi in cui la retorica classica ne divideva la preparazione, l’elaborazione e l’esposizione. Consisteva, in concreto, nella ricerca della migliore formulazione e dell’espressione linguistica delle idee trovate nella fase di inventio (e a cui si era dato un ordine nella dispositio) più efficace a farle comprendere. E come si otteneva questo? Scegliendo le parole adatte e le costruzioni, sintattiche e di figura, idonee, per la loro chiarezza (e, anche, brillantezza) e incisività.

Come avevo anticipato in chiusura del post di venerdì, stendere il testo richiede di essere capaci di controllarlo su più fronti: non solo sul piano della sua struttura generale e della sua coerenza, come stabilito dalla scaletta, ovvero mediante la sua partizione in paragrafi e capoversi (o in blocchi) e mediante la salda tenuta del suo filo logico conduttore, ma anche sul piano della forma e della sua adeguatezza linguistica, nonché sul piano della coesione.

L’adeguatezza linguistica, ovvero il piano espressivo della forma

Il contenuto del testo si comunica, si esplicita attraverso il piano espressivo che può assumere, in concreto, molte forme. Quando produci il testo devi selezionare il modo che ritieni più adeguato a esprimere la tua personale rappresentazione del pensiero su quell’argomento, in quella precisa situazione.

Il piano della forma poggia su due elementi: il registro e lo stile. Il registro linguistico dipende strettamente dal tipo di testo e dalla situazione: testi scientifici, tecnici, normativi e legali, e situazioni a elevato grado di formalità o ufficiali richiedono una lingua colta. Il registro è in funzione anche dello scopo: scopi nobili, alti, importanti richiedono, di norma, un registro alto. Lo stile è l’insieme dei tratti caratteristici del tuo modo di scrivere ed esprimerti e dei tratti richiesti dallo specifico genere di testo (pensa allo stile giornalistico, allo stile pubblicitario, che va rispettato nei relativi generi di testo). Lo stile ha a che vedere, quindi, con la tua personalità e il tuo modo di usare le parole, il come costruisci la frase e quali figure retoriche decidi di impiegare, e con il contesto e il genere del testo.

La retorica antica, il cui insegnamento è valido e applicabile a tutt’oggi, poneva molta attenzione alle fasi di electio e di compositio, in cui consisteva l’elocutio: con le prima si sceglievano le parole adatte, sia in base al loro significato che con riguardo al loro significante, con la seconda, come combinarle, dal punto di vista della sintassi e delle invenzioni linguistiche e retoriche.

L’elocutio era, infatti, il momento in cui si esercitavano le virtutes elocutionis: la puritas, ovvero la correttezza e precisione lessicale e la correttezza grammaticale, la perspicuitas, ovvero la comprensibilità e la chiarezza delle frasi e di tutte le parti del testo e di questo nel suo insieme, l’ornatus, la bellezza e l’eleganza dell’espressione, intesa come naturalezza e come uso di figure retoriche ricercate, l’aptum, ovvero l’appropriatezza di tutto ciò che scrivi rispetto alla materia e all’argomento, alla situazione, al destinatario singolo o al pubblico che ti legge. Questa è la lezione della retorica antica valida ancor oggi e quelli sono questi gli aspetti che devi saper controllare quando scrivi.

Perciò, quando stai dando forma concreta al tuo testo:

  • scegli il lessico adatto alla situazione, alle idee da esporre, alla materia e all’argomento trattati e al genere di testo;
  • costruisci le frasi corrette sotto il profilo grammaticale e sintattico: lavora molto su questo aspetto perché è importantissimo;
  • usa le figure retoriche in maniera naturale, senza mai forzare il testo e sempre per esprimerti meglio o farti capire con più facilità dal tuo lettore;
  • mantieni il tuo stile, senza dimenticare però mai l’occasione per la quale stai scrivendo, quindi bilanciandolo con il genere di testo richiesto.

Il risultato? Uno scritto armonico: fluido, chiaro, che comunica col suo lettore.

La stesura del testo: la coesione

Dal latino cohaesus, unito, attaccato, la coesione è la rete di collegamenti tra le parti del testo. Saper controllare il piano della coesione ti garantisce la scorrevolezza del testo e un’attenzione alta da parte di chi ti legge.

La coesione opera su tutti i livelli della costruzione linguistica del testo: morfologico, lessicale, sintattico, interpuntivo. Si realizza, perciò, in molte maniere, ognuna importante quanto le altre. Vediamole.

Quando scrivi il testo devi innanzitutto fare attenzione a mantenere i legami di tipo morfologico, ovvero le concordanze. Per esempio, se il soggetto della frase è singolare e femminile, aggettivi e verbi vanno accordati di conseguenza, usando le desinenze (quanto a numero e genere) corrette.

Per quanto riguarda i legami lessicali, all’interno della frase usa sinonimi o iponimi (cioè parole che offrono un significato più preciso e ristretto rispetto a una parola generica) per rinviare ad altre parole già nominate, oltre a congiunzioni e preposizioni, per assicurare alla frase unità e continuità.

Nell’ambito della costruzione sintattica, tra i fattori di coesione che puoi usare in particolare ci sono la scelta del soggetto sottinteso e il parallelismo dei soggetti. Fondamentale, poi, ai fini della sintassi, è la cura dei tempi verbali e l’applicazione della consecutio temporum.

I connettivi sono gli elementi linguistici che garantiscono la coesione di tipo lessicale e sintattico. Sono, infatti, forme linguistiche invariabili che segnalano la presenza di relazioni logiche all’interno della frase e tra frasi: sono preposizioni, congiunzioni con funzione subordinante o coordinante, avverbi ed espressioni cristallizzate che indicano legami di tempo, luogo, causa-effetto.

matite e quaderni per scrivere
Pronti per scrivere

Garantiscono la coesione del testo anche i pronomi (personali, dimostrativi, possessivi, relativi, indefiniti, interrogativi) e le particelle pronominali, in grado di sostituire o richiamare sia nomi che intere frasi, nonché le particelle avverbiali ne, ci, vi e gli aggettivi dimostrativi o possessivi.

Per quanto riguarda la punteggiatura, sono importanti segnali di coesione i due punti, che conducono a ricostruire un legame logico tra le due unità frasali, il punto e virgola e le parentesi tonde, che richiamano contenuti già detti.

Il piano della coesione semantica

Veniamo all’ultimo piano che devi saper tenere sotto controllo mentre scrivi il testo: quello della coesione semantica.

In ogni testo, è presente un tema di fondo, sul quale il filo del ragionamento è basato. In questo post, per esempio, il tema di fondo è come si fa a stendere, in concreto, un testo facendo in modo che comunichi al suo destinatario il messaggio che gli è proprio? E la risposta è che le parole scelte, la struttura sintattica delle frasi e la coesione logica e semantica fanno in modo che il testo dica ciò che deve dire.

La coesione, abbiamo visto, si realizza con le varie forme di accordo grammaticale tra soggetto e verbo, tra soggetto e predicato nominale, tra articolo e nome e tra nome e aggettivo, con la concordanza dei tempi, con l’uso dei pronomi e delle particelle pronominali, con l’uso di connettivi che contribuiscono ad esplicitare il rapporto di senso fra due parti di testo. Ma esiste una coesione molto più importante che regge tutto il discorso: la coesione semantica.

La coesione semantica si fonda sull’esistenza di un insieme di parole che rappresenta i concetti e le idee di cui stai parlando. All’interno di questo insieme, sono di particolare importanza le parole-chiave, ovvero quelle parole che più delle altre esprimono e simboleggiano ciò di cui stai scrivendo.

La coesione semantica trova le sue radici nell’architettura del testo (ecco perché mi sono raccomandata tanto di fare un’ottima scaletta, perché è un’operazione essenziale di riflessione sul testo e di ricerca logica e di significato), nella sua organizzazione gerarchica, che chiarisce il diverso rilievo comunicativo che viene assegnato ai vari contenuti rispetto al tutto. La coesione semantica è l’architettura semantica del tuo scritto: il contenuto di un testo è un insieme di nuclei semantici (cioè di noccioli di significato) collegati tra loro, che il testo svolge ed espande. E questa espansione è possibile realizzarla perché quei nuclei semantici sono fondati e segnati da alcune parole fondamentali, che usi per comporre il testo. E queste parole non sono slegate l’una dall’altra ma creano una rete di significati che percorrono il testo dall’inizio sino alla fine.

Ecco perché la coesione semantica discende e realizza la coerenza del testo: la coerenza è la forza (non solo il collante) e il costituente che tiene insieme le parti del testo ed è, sotto il profilo del processo di scrittura, la capacità di sviluppare il tuo progetto comunicativo. La coesione semantica è la rete di parole che crea il filo invisibile (ma chiaro) del discorso. Prima di iniziare a scrivere, perciò, devi avere chiaro il quadro e il programma semantici: quali parole caratterizzano e definiscono l’argomento di cui vuoi parlare e come le userai.

Ti faccio un esempio.

Le più antiche forme di narrativa sono costituite dalle fiabe e dai miti, che si ritrovano nella preistoria di ogni civiltà. L’arte della narrazione produceva storie che spiegavano l’origine del mondo e dei fenomeni naturali, il significato di riti e abitudini, come risolvere determinati problemi. Quei racconti fantastici erano prodotti oralmente e si tramandavano da una generazione all’altra: i miti conservandosi, le fiabe modificandosi, per adattarsi alle varie epoche e ai nuovi modi di pensare.

Le parole chiave che ho deciso di porre al centro del mio discorso sono: narrativa, fiabe, miti,  preistoria, storie. Altre parole importanti sono: l’arte della narrazione, spiegavano, si tramandavano.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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