La calza della Befana: un po’ di storia

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La mattina del 6 gennaio è tradizione correre a vedere nella calza che cosa ci ha portato la Befana durante la notte: dolci, giocattoli e altre sorprese o… solo carbone? Da piccoli e da adulti la calza è una tradizione che continuiamo a regalarci, una piccola gioia, candida, calorosa e festosa. Ma… come è nata l’usanza della calza?


Ebbene, la consuetudine di regalare una calza piena di sorprese ha origini lontanissime. Sappiamo che presso le civiltà antiche era abitudine diffusa celebrare il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, in occasione del solstizio d’inverno, che segna l’avvicendarsi dell’autunno con l’inverno e coincide con il giorno più corto dell’anno, facendo festa e scambiandosi doni.
Ma chi fu il primo a trovare i suoi doni nella calza? Ci tramandano le cronache che fu con Numa Pompilio (715-673 a.C.), il secondo dei sette mitici re di Roma. Egli era solito appendere una grande calza all’interno della grotta della ninfa Egeria, in un giorno del periodo che andava dal solstizio d’inverno ai primi di gennaio. Secondo la leggenda, la mattina successiva la trovava puntuale e immancabile colma di bei doni, oltre che di consigli e profezie.


La tradizione di regalare doni in occasione del solstizio d’inverno si consolida nella Roma del periodo imperiale (27 a.C.-476 d.C.). In particolare, per i Sigillaria, gli ultimi 7 giorni aggiunti ai Saturnalia da Caligola (12-41 d.C.), si regalavano biscotti dolci a forma di bamboline e animali, assieme a grandi quantità di frutta secca e fave. Tra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, la tradizione di fare regali cominciò a coincidere con il «dies natalis» (il 25 dicembre, come era stato stabilito da Aureliano nel 274, che venne incluso nei Saturnalia, prolungati fino al 25/12), quando ci si scambiavano le «strenae» per festeggiare. Le strenne erano “regali di buon augurio”. Simboleggiavano la prosperità e l’auspicio che essa durasse per tutto l’anno. Erano, inoltre, auguri di buona salute e si accompagnavano a cesti colmi di frutta, dolciumi e doni di ogni tipo.

La Befana e i doni per la calza
La Befana che porta i doni per riempire la calza

Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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