La flessione delle parti variabili del discorso

La flessione, dal latino flectere, piegarsi, adattarsi, è un processo che modifica o aggiunge informazioni linguistiche a una parola.

Caratteristica fondamentale delle parti variabili del discorso, ovvero delle categorie di parole variabili, è che si flettono. Nomi, articoli, aggettivi, pronomi e verbi cambiano forma: che cosa significa questo? Vuol dire che, oltre a esprimere il loro significato lessicale, grazie al mutamento morfologico dovuto alla flessione, esprimono anche uno o più significati linguistici, per la precisione di tipo grammaticale. Numero, genere, persona, modo, tempo sono tutte informazioni grammaticali che ci vengono date con la flessione.

Come si ottiene la flessione? La flessione si ottiene mutando la parte finale della parola, la sua terminazione. È sufficiente cambiare la desinenza, mantenendo immutata la radice, per dare alla parola la forma che vogliamo e che ci serve nel momento in cui la stiamo usando, nello specifico contesto linguistico, per esprimerci e per descrivere o parlare delle realtà cui facciamo riferimento. Un esempio con un sostantivo? La parola bambino. La possiamo usare al maschile e al femminile, al singolare e al plurale. Ha quindi 4 forme. La sua radice è bambin-, le desinenze che danno vita alle 4 forme sono -o, -a, -i, -e. In alcuni casi la desinenza indica solo il singolare o il plurale, oppure solo il maschile e il femminile, mentre resta la stessa al plurale. Dipende dalla classe cui appartiene il sostantivo (lo vedremo presto). 

La flessione si suddivide in due tipi.
Il primo riguarda le parti variabili del discorso diverse dal verbo e ha lo scopo di distinguere il genere (maschile o femminile) e il numero (singolare o plurale). A seconda della parte del discorso flessa, si ha flessione o declinazione nominale, dell’articolo, aggettivale, pronominale.
Il secondo riguarda il verbo e distingue la persona, il tempo e il suo modo. La flessione verbale è detta anche coniugazione.

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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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