Tetragono: etimologia e significato

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L’aggettivo e sostantivo tetragono deriva dal greco tetrágōnos e significa che ha quattro (tetra-) angoli (gōníai). In geometria è il sinonimo di quadrangolo, ovvero di figura piana con quattro angoli, e in passato indicava anche due solidi, il cubo e il parallelepipedo rettangolo.
In botanica è usato solo come aggettivo e indica un fusto oppure un altro organo che ha 4 spigoli, come nelle Labiate.
In senso figurato, significa fermo, costante, resistente a contrarietà, frizioni e urti, solido e robusto. Un tetragono è una persona di grande forza d’animo e intellettuale, ferma e decisa, preparata e risoluta, resistente e stabile proprio come un solido che abbia 4 vertici.

Il termine tetragono fu usato in senso figurato per la prima volta da Aristotele. Nel primo capitolo del libro I dell’Etica Nicomachea, sostiene che chi ha la saldezza morale, chi ha le qualità per essere felice in ragione della sua virtù, manterrà in modo stabile la sua condizione di felicità in ogni circostanza e condizione, poiché «sempre e più di ogni altra cosa compirà e mediterà le azioni secondo virtù. Sopporterà benissimo l’avvicendarsi delle sorti, in ogni caso del tutto elegantemente, come chi è davvero buono e tetragono» (EN I, 11).

Dante Alighieri usa l’aggettivo tetragono nel Canto XVII del Paradiso:
«Dette mi fuor di mia vita futura
parole gravi, avvegna ch’io mi senta
ben tetragono ai colpi di sventura»
Ovvero: mi furono dette intorno alla mia vita futura più volte parole pesanti che mi tormentano e mi turbano, nonostante che io mi senta ben fermo e pronto a sopportare con coraggio i colpi della sorte.

Una curiosità: Dante non conosceva il greco (del resto, all’epoca, in Europa il greco si era perso da secoli). La parola gli arriva dai commenti tomistici: «Sed tetragonum nominat perfectum in virtute ad similitudinem corporis cubici… Et similiter virtuosus in qualibet fortuna bene se habet» (Orbene, [Aristotele] chiama tetragono ciò che è perfetto per virtù, a somiglianza del cubo, che ha sei superfici quadrate, per cui poggia ugualmente bene su una qualunque di esse: e così il virtuoso sta bene in qualsiasi stato di fortuna)

Il cubo poggia bene ugualmente su ciascuna delle sue facce. Se siamo tetragoni, siamo appoggiati alla vita saldi e capaci di resistere a ogni difficoltà.

Come un tetragono
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Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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