Categorie e tag: come dare un’organizzazione ai contenuti del tuo blog

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Le categorie secondo cui hai dato un ordine agli articoli del tuo blog e i tag ad essi associati sono tassonomie: sono dei sistemi che raggruppano i tuoi contenuti e lo fanno attraverso le classificazioni. Una tassonomia può essere infatti definita come una classificazione ragionata e strutturata.
Le categorie del blog raggruppano i post per argomenti generali e nel CMS WordPress sono presenti di default. Le categorie corrispondono agli argomenti principali del tuo blog. I tag dei post, invece, descrivono dettagli, particolari e concetti chiave contenuti nell’articolo. I tag sono per il blog quello che è l’indice analitico di un manuale o di una guida. Quando un visitatore clicca su un certo tag WordPress apre una pagina di archivio (la pagina del tag).

Le categorie, almeno in WordPress, sono obbligatorie, ogni post deve rientrare in una, mentre i tag sono facoltativi e sta a te decidere se usarli o meno per arricchire il tuo articolo allo scopo di migliorare le ricerche del tuo lettore e per lavorare sull’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).

Le domande che si affacciano alla mente di ogni blogger sono: devo usare sia le categorie che i tag? E quanti?

Categorie e tag hanno scopi diversi. Le categorie del blog organizzano gli argomenti di cui parli nel blog e sono definite col piano editoriale e i suoi successivi aggiornamenti. Se il tuo è un blog per passione, ne descrivono la forma in cui ne vuoi parlare e il modo in cui vuoi raccontarla. Per esempio: se la tua passione è viaggiare su e giù per l’Italia, puoi creare una categoria per ogni regione visitata: viaggi in Veneto, viaggi in Liguria e così via. Se il tuo è un blog professionale in cui parli di te e del tuo lavoro, usandolo come chiave di personal branding, le categorie riflettono te e il tuo business. In entrambi i casi mettono in luce i temi più importanti, secondo la logica che hai deciso tu al momento della stesura del tuo impianto editoriale. I tag, invece, organizzano i tuoi contenuti in maniera trasversale: un singolo tag può essere assegnato a più articoli, appartenenti a diverse categorie. Stabilito questo, ti consiglio vivamente di usarli entrambi. Se non sei abbastanza sicuro o sicura, inizia dalle categorie, che, almeno in WordPress, sono indispensabili e poi, man mano che acquisisci dimestichezza e fiducia, passa ai tag.

La seconda domanda che si pone è: quante categorie e quanti tag? La risposta è quante e quanti ne servono, con la raccomandazione, però, di non eccedere con le categorie.
In un blog, la regola generale è di stare tra le 10 e le 20 categorie, soprattutto se è un blog molto focalizzato. Se ti stai chiedendo se io ho rispettato questa regola… ebbene… no. Sia il mio Scrivere grammaticando che il mio Storie in punta di righe ne hanno di più. Questo dipende dalla mia progettualità, ovvero dal mio modo di vedere e vivere i blog e il mio lavoro: ho sempre guardato avanti e tutto ciò che faccio oggi affonda le sue radici sia in ciò che ho progettato che nel futuro. E dipende anche dal mio bisogno di spazi e prospettive ampie: navigo in mari aperti e questo determina anche la rotta dei blog. Se vuoi mantenere contenuto il numero delle categorie, poiché sono gerarchizzabili, puoi creare delle sottocategorie. Le sottocategorie sono utili anche per evitare la creazione di categorie destinate a restare vuote o quasi. Se, cioè, sai che per quell’argomento, per quanto importante, non vale la pena creare una nuova categoria perché ci scriverai due o tre post in tutto, o lo fai rientrare in una categoria cui è riconducibile oppure, all’interno di questa, gli dedichi una sottocategoria, ovvero ritagli uno spazio apposito per esso, perché pur originando pochi post vuoi dargli il giusto rilievo. 
Un’altra raccomandazione che ti do è di evitare di duplicare le categorie, ovvero di creare due categorie con nomi diversi al cui interno sostanzialmente farai confluire i medesimi post. Due categorie di questo tipo sono inutili. Mentre l’assegnazione di uno stesso post a due categorie diverse per ragioni ben fondate si può fare. Lo faccio anch’io se il post ha un taglio e dei contenuti che si prestano bene ad appartenere a due categorie. Tanti lo vedono come un errore di SEO, invece non lo è, si tratta di agevolare il lettore nella ricerca di contenuti (se vuoi approfondire l’argomento leggi qui), tanto che alcuni miei post con categoria doppia sono nello snippet di Google. Quel che è certo è che non è un modo di categorizzare da seguire alla cieca o come un’abitudine: non è, infatti, la prassi, ma un’eccezione, dietro alla quale deve esserci un motivo ben preciso e ragionato.

Per quanto riguarda i tag, non c’è un numero minimo o massimo. Sceglili in maniera da aiutare il tuo lettore, la sua curiosità e il suo desiderio di conoscere, approfondire e scoprire altri post associati a quel tag. Scegline quanti ne servono davvero.

I tag sono come delle etichette che puoi applicare ai tuoi post per raggruppare quelli che parlano di un argomento o di un suo punto particolare specifici

Ricapitolando: cosa sono categorie e tag? E a cosa servono?

Categorie e tag sono tassonomie, ovvero sono una maniera per raggruppare post correlati tra loro per area, tema o argomento. Il termine tassonomia deriva dal greco e significa regola di ordinamento. Una tassonomia è perciò una classificazione di contenuti secondo un certo criterio e un ordine logico.

A cosa servono categorie e tag? Hanno tre funzioni principali:
organizzare i contenuti del tuo blog in modo preciso e chiaro,
– agevolare il tuo lettore nella ricerca di articoli, in modo che la sua curiosità e il suo desiderio di conoscenza e approfondimento siano soddisfatti,
– migliorare il posizionamento del tuo blog: ogni categoria corrisponde infatti a una pagina con un suo url, che il crawler indicizza e il motore di ricerca posiziona. Ecco perché le categorie vanno scelte con cura. Lo stesso vale per i tag: anche ciascun tag genera una specifica pagina, che puoi ottimizzare come ogni altro contenuto del tuo sito.

Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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