Trovare le idee per scrivere: 4 modi da provare

Come trovare le idee per scrivere e per superare il panico da pagina bianca, quel timore che ti prende quando non solo non sai come iniziare ma nemmeno ti viene in mente il cosa inserire nel tuo testo, nel tuo messaggio, in una lettera o una email? Come fare tutte quelle volte che devi scrivere per lavoro, per necessità o per un qualche motivo legato alla tua vita quotidiana e personale e… non sai da dove cominciare?

Di metodi ce ne sono tanti, ho scelto di proporti questi quattro perché, a mio parere, sono adatti a tutti e sono semplici, si applicano senza difficoltà e ti aiutano davvero a vincere la paura di non saper scrivere. E a trovare le idee, naturalmente.

Think up, ovvero il brainstorming

La nascita della tecnica del brainstorming risale alla fine degli anni Trenta, grazie a un’intuizione del presidente della società pubblicitaria BBDO, Alex F. Osborne. In origine la chiamò Think up (un verbo frasale che significa “inventare, escogitare un’idea, una soluzione”) e si trattava di un processo attraverso il quale un gruppo di persone trovava una soluzione a un certo problema se lasciato libero di produrre tutte le idee che poteva con spontaneità, le accumulava e poi le valutava. Le regole del processo di Think up erano semplici: era esclusa ogni critica o valutazione dell’idea generata (il processo era orientato alla produzione delle idee, non alla loro difesa), si puntava alla grande quantità (in questo caso la qualità sta nella quantità ed è più facile scartare tra molte che tra poche, il che è un vantaggio ma anche un rischio per via dell’eccesso di dispersione), si incentivava a costruire sulle idee dell’altro, integrandole e sviluppandole con le proprie, si incoraggiava a elaborare ogni genere di idee, da quelle semplici, argute e fresche fino alle più bizzarre, esagerate, assurde, e comprese quelle che potevano apparire inutili.

Nel tempo la tecnica è stata criticata (non sempre funziona come metodo di problem solving, cioè di risoluzione dei problemi; secondo alcuni la creatività sta nel fare pratico e nel realizzare e non nel trovare idee e lasciarsi ispirare; secondo altri è meglio il braintrust, un processo durante il quale le idee vanno giudicate e criticate in maniera sincera, smontate integralmente, se necessario, e sono analizzate per trovarne i lati e i punti deboli), ma ha comunque resistito, perché essendo una tecnica di gruppo applicabile nei contesti aziendali presenta tutta una serie di benefici che la rendono, per certi versi, ancor oggi valida.

Ma veniamo alla sua utilità nel campo della scrittura. Innanzitutto, il brainstorming applicato alla ricerca di idee per scrivere, a differenza di quello aziendale, è uno strumento individuale. In secondo luogo non segue tutte le regole di quello originario e non necessariamente devi costruire un’idea a partire da un’altra, anche se può capitare, servire o essere necessario.
Lo scopo del brainstorming (o think up) individuale è pensare in libertà, senza vincoli di sorta. È mettere sulla carta i pensieri che, uno dopo l’altro, ti vengono in mente sul tuo soggetto. Perciò, se vuoi usare questa tecnica, prendi un foglio (in formato A4) e una penna e scrivi, sotto forma di elenco, le idee che ti vengono in mente sul tema o argomento che stai affrontando. Lascia che i pensieri, le riflessioni e le osservazioni arrivino spontaneamente, non badare alla forma e appuntali in sequenza, così come affiorano, sul tuo foglio.
Quando andrai a rileggere la tua lista, vedrai che troverai un’idea, uno spunto su cui concentrarti e il cui approfondimento ti aiuterà a scrivere il tuo testo o dare sostanza e forma al tuo messaggio. Potrà essere il punto di partenza del tuo scritto oppure una delle varie idee che ci entreranno o la sua colonna portante, l’idea principale. Ma, in ogni caso, avrai scoperto da dove iniziare.

La scrittura libera (freewriting)

Il freewriting è per certi versi simile al brainstorming perché come per quest’ultimo si tratta di annotare tutte le idee che ti vengono in mente senza scartarne nessuna e senza auto-criticarti e senza preoccuparti di ortografia e grammatica. Tuttavia, a differenza del brainstorming quando usi il freewriting:

  • scrivi ciò che ti viene in mente in forma di frasi e paragrafi,
  • se non ti viene in mente nulla, continua a scrivere qualsiasi cosa, anche… non mi viene in mente niente oppure ripetendo il soggetto su cui stai riflettendo (per esempio: come si fa a scrivere, non trovo le idee ma sono certa che arriveranno e vedrai che arriveranno davvero!). Così facendo, infatti, allenti la pressione sulla ricerca e al tempo stesso rimani concentrato e concentrata sul processo creativo, fino a che non trovi una via di uscita,
  • scrivi per almeno 10/15 minuti, finché non hai trovato la chiave per scrivere il tuo testo, una o più buone idee per pensare alla scaletta [che non smetterò mai di ripetere è uno strumento al servizio della scrittura, quindi non è statica e immutabile né deve essere un esercizio fine a sé stesso] o addirittura iniziare il tuo scritto. In altre parole, scrivi finché non hai scovato materiale a sufficienza.

Il freewriting è una strategia ideata da Peter Elbow nel 1973. Come sottolinea lo studioso nel suo lavoro Writing without teachers, pubblicato da Oxford University Press : «It is simply a fact that most of the time you can’t find the right words till you know exactly what you are saying, but that you can’t know exactly what you are saying till you find just the right words. The consequence is that you must start by writing the wrong meanings in the wrong words; but keep writing till you get to the right meanings in the right words. Only in the end will you know what you are saying» – È semplicemente un fatto che il più delle volte non riesci a trovare le parole giuste finché non conosci con esattezza cosa stai dicendo, ma non puoi conoscere con esattezza cosa stai dicendo finché non trovi le parole giuste. La conseguenza è che devi iniziare scrivendo i significati sbagliati con le parole sbagliate; ma continua a scrivere finché non arrivi ai significati giusti detti con le parole giuste. Solo alla fine saprai cosa stai dicendo. Ed è proprio questo lo scopo principale della scrittura libera: uscire da situazioni ingarbugliate, di impasse, di idee confuse. Con la tecnica del freewriting inizi a scrivere senza sapere cosa scrivere o senza saperlo con esattezza e arrivi, al termine del processo, a sapere cosa dire, consapevole del suo significato più pieno.

Clusterizzazione (o clustering)

Qual è la prima idea – pensiero, riflessione, osservazione, spunto – che ti viene in mente? Scrivila al centro del foglio, inscrivila all’interno di un cerchio e traccia un certo numero di linee colorate che terminano con altri cerchi, anch’essi colorati: al loro interno scriverai le idee che associ liberamente – che vi sia un legame logico oppure no – a quella di partenza. Lo scopo di questa tecnica? Cambiare il modo in cui guardi alla tua idea: ti alleni ad analizzarla da più punti di vista e a vedere come una singola idea sia capace di generarne altre o di generare delle proprie specificazioni.

L’uso di linee e cerchi colorati aiuta la tua creatività, ma ti mostra, anche, a livello visivo come si relazionano e come si differenziano l’una rispetto all’altra e con quella principale. Il che ti consente di trovare, andandole a selezionare e rielaborare in un momento successivo, un ordine tra di loro (e considera che molto facilmente mettendo ordine tra le idee ne troverai altre). Come riordinarle? Raggruppa le idee che sono simili o che hanno un qualche legame tra loro – ecco perché si chiama tecnica del clustering. Cluster è un vocabolo della statistica che indica un insieme, un raggruppamento di elementi simili, omogenei.

La clusterizzazione, quindi, ti aiuta a scovare le idee e a correlarle tra loro. Ed è un modo per pensare visivamente: una volta poste nello stesso insieme e vedendo i vari gruppi che si sono formati, ti sarà più chiaro cosa scegliere di scrivere.

Tagmemica

La tagmemica è una teoria analitica che in origine fu sviluppata per comprendere tutto il comportamento umano e che poi è stata applicata soprattutto alla linguistica, per cui oggi tagmemica è diventata sinonimo di teoria del linguaggio.
La teoria tagmemica per la linguistica fu elaborata negli anni Cinquanta da Kenneth L. Pike. Secondo Pike ogni frase e tutta la lingua di una certa comunità sono analizzabili contemporaneamente a livello fonologico (fonema), lessicale (morfema), grammaticale (tagmema). Egli proseguì i suoi studi a partire da due dati di fatto importanti: che ogni unità linguistica può essere adeguatamente compresa solo se sono conosciuti tre suoi aspetti – ovvero le sue caratteristiche, incluse quelle in contrasto, il suo spettro di variazione, la sua distribuzione in contesti più ampi – e che ogni unità può essere vista come una particella, come un’onda o come un campo.

La teoria fu sviluppata ed estesa alla composizione del testo e, quindi, alla generazione delle idee intorno alla metà degli anni ’60. Per quanto riguarda quest’ultima, qui ci interessa riprendere il quarto postulato (assioma) della teoria iniziale di Pike. Il quarto assioma della teoria riconosce il ruolo assunto dalla diversa prospettiva dell’osservatore, che può essere statica, dinamica, relazionale. Questa prospettiva si combina con l’assunto che ogni unità può essere vista come una particella, un’onda e un campo (a particle, a wave, a field). Un punto di vista statico si concentra sulla messa a fuoco di singoli oggetti, sulla loro comprensione. Uno dinamico su come le articolazioni dei singoli oggetti si sovrappongono e si fondono tra loro. Uno relazionale si concentra sulle relazioni tra unità, reti e campi. Ciascun punto di vista si aggiunge all’altro: lo integra senza sostituirsi e ne completa i risultati. È la combinazione delle tre prospettive che permette di comprendere la questione.

Perciò, ai fini della generazione di idee fai così. Dapprima considera le idee che ti vengono in mente in sé e per sé, in libertà, concentrandoti su ciascuna, come se fossero dei mattoni singoli, che tu prendi in mano per osservarli con attenzione e definirne le caratteristiche e le qualità. Poi, considera le idee guardando a come le hai sviluppate e a come potresti svilupparle, a come si porrebbero nel contesto di un discorso e a quali legami esistono e si creano tra loro. Infine selezionale e pensa a cosa potresti comporre, valutando ogni idea come se fosse il pezzo di un puzzle andato al suo posto. Non solo saprai di che scrivere ma anche in che modo organizzarlo.

Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

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