Il congiuntivo: una panoramica

Il congiuntivo è il modo verbale probabilmente più bistrattato del nostro italiano. Ora difeso eroicamente e a spada tratta, ora relegato in un angolo buio e nascosto della soffitta degli usi fino quasi a pensare di abolirlo, il congiuntivo è stato oggetto di lunghe discussioni e dibattiti tra i grammatici, i linguisti e le persone comuni, la cui eco non si è ancora del tutto spenta. Ho perciò deciso di dedicargli una serie di post, di cui quello che stai leggendo è il primo, per farlo conoscere al meglio e sotto la giusta luce, per mostrare ciò che può fare e… non può fare. Come tutti i modi verbali ha delle precise funzioni e valori, e non altre, e vale la pena conoscerle.
Con l’articolo di oggi intendo tracciare una panoramica di questo modo verbale, rapida ma che comprenda tutti gli aspetti fondamentali per illustrarlo come si deve, mentre tratterò l’aspetto specifico del suo uso nelle frasi nelle prossime settimane con altrettanti post dedicati.

Il congiuntivo è un modo verbale FINITO: è, cioè, una forma verbale fornita di persona e numero, si flette quindi a partire da questi, e tenendo conto del tempo in cui avviene l’azione (il quando ciò che esprime il verbo accade). Apro una parentesi: ciò che distingue un modo finito da uno indefinito è proprio il fatto che il modo finito fa capire con chiarezza chi compie l’azione descritta dal verbo o chi la pensa o prova: una persona o più. Spesso ho visto aggiungere come criterio discriminante anche il tempo. Non lo è, in realtà, ai fini della distinzione tra modi finiti e indefiniti del verbo, perché anche l’infinito, il gerundio e il participio presentano il presente e il futuro. Serve a collocare l’azione nel tempo, ma ciò che distingue i due modi è il fatto che il verbo sia coniugato secondo le persone e il loro numero oppure no.

I tempi del congiuntivo sono 4: presente, imperfetto, passato e trapassato. I primi due sono tempi semplici, gli altri due composti. Se prendiamo il verbo scrivere il congiuntivo presente è che io scriva, l’imperfetto che io scrivessi, il passato che io abbia scritto, il trapassato che io avessi scritto.
La forma passiva del congiuntivo dei verbi transitivi si costruisce con l’ausiliare essere, coniugato nel tempo del corrispondente verbo attivo, seguito dal participio passato del verbo. Il participio passato si accorda nel genere e nel numero con il soggetto. Prendiamo come esempio il verbo ascoltare: la coniugazione passiva del congiuntivo diventa perciò al presente che io sia ascoltata, all’imperfetto che io fossi ascoltata, al passato che io sia stata ascoltata, al trapassato che io fossi stata ascoltata.

Il congiuntivo ha numerose forme irregolari al presente e spesso all’imperfetto, cui prestare attenzione – e forse è questo l’ostacolo maggiore al suo uso, la difficoltà di coniugazione. Per qualsiasi dubbio, consulta un buon dizionario. Alcuni verbi, inoltre, difettano di alcune persone.

Il congiuntivo è il modo della soggettività. Esprime un’azione, un pensiero, un sentimento di cui non abbiamo la certezza (ma che crediamo o vogliamo possibile) o che speriamo o che temiamo. Serve a manifestare le nostre opinioni personali e supposizioni, i nostri sentimenti e stati d’animo.
Deriva dal latino tardo coniunctivus, che significa che congiunge. “Esprime la possibilità desiderata o supposta di un’azione molte volte in dipendenza da un’altra a cui è «congiunta»”, diceva la grammatica di Galizzi e Verdina nel 1950.
Oggi si privilegia l’aspetto semantico al sintattico nelle spiegazioni di grammatica, anche se il congiuntivo si trova più spesso nelle frasi che, restando al suo etimo, sono congiunte con le altre, cioè nelle dipendenti subordinate.

E concludo proprio con i casi in cui il congiuntivo può essere usato. Lo possiamo trovare e utilizzare
– nelle frasi semplici (con un solo verbo) oppure nelle proposizioni principali di frasi complesse
– nelle frasi subordinate
– in alcune perifrasi e costruzioni
– con alcuni verbi impersonali

Dedicherò un post a ciascuno di questi casi. A martedì!

Scrivere grammaticando

Appassionata, da sempre, di grammatica, con una romantica preferenza per la linguistica, mi occupo di scrittura, di revisione di testi e di progettazione di piani editoriali. Blogger da tempo immemore, curo i miei siti personalmente con molto amore e tanta passione. Ho fatto mia la frase di Wislawa Szymborska: «Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole di grammatica».

2 thoughts on “Il congiuntivo: una panoramica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.